Lo strappo

21 Giu

Inizialmente il titolo sarebbe dovuto essere “il graffio”; poi mi sono resa conto che è uno strappo vero e proprio.

Uno strappo è qualcosa che non si può risanare come il graffio.

Uno strappo puoi provare a cucirlo, ma si vedrà che è un rattoppo. Il segno rimarrà lì per sempre. Ogni volta che lo guarderai ti ricorderai che cosa l’ha provocato.

Su uno strappo potrai provare a metterci una pezza, una toppa super figa, ma rimarrà un tentativo di rimediare a qualcosa che si è rotto. Strappato.

Un foglio strappato rimarrà per sempre un foglio strappato.

Potrai cercare di rimediare allo strappo in qualsiasi modo, ma rimarrà un rimedio più o meno evidente.

E quando si strappa una relazione?

Tentare di ricucirla sono tentativi vani.

Una relazione strappata lascerà il segno, sia che si tenti di rimediare sia che si accetti lo strappo.

Ci saranno tutti i filamenti, i bordi frastagliati, che saranno degli strascichi ingombranti con cui confrontarsi frequentemente.

Uno strappo è una ferita sempre aperta.

Ti vorrei dire

5 Giu

Ti vorrei dire una cosa. Anzi più di una. Solo che non è mai il momento giusto. E il mezzo.

C’è quella cosa che mi bolle in pancia e mi frulla in testa, ma tu non ami la filosofia e la poesia.

Hai mai pensato a cosa sarebbe la vita senza filosofia e poesia? No, eh! Dovresti.

Scusa sto divagando.

Hai ragione quando, per l’appunto, mi dici che mi frullano sempre troppe cose per la testa. Non riesco a fermarla.

È davvero una tortura, sai? Anche la notte la mia testa frulla, frulla, frulla. Mi sveglio che mi sembra di aver tenuto un’arringa.

Ah sì, cosa ti vorrei dire.

Ti vorrei dire che io sono questo. Sono radici che hanno bisogno di un terreno fertile e stabile in cui crescere. Sono vita da difendere, preziosa e importante, e in quanto tale esigo rispetto. Sono sogni, parole, emozioni, canti. Sono gioia e disperazione.

Io sono. E io voglio.

Voglio esprimermi. Voglio dare e ricevere. Voglio spiegare le ali, avere spazio d’aria, respirare a pieni polmoni. Voglio correre e voglio avere un posto dove riposare e ripararmi dalle intemperie. Voglio amarla, questa strada tortuosa. Voglio pace.

Ma tu, di tutto questo, nemmeno immagini l’esistenza. E io, senza tutto questo, nemmeno immagino di vivere.

Che dire: spettacolo!

Anche stavolta ringrazio il caro Pensator Cortese per aver accettato di completare questo pezzo, con le migliori parole che lui sa ben miscelare.

Mi manchi e ho voglia di te

5 Giu

Mi manchi e ho voglia di te

Ho voglia di te e mi manchi

Ho voglia della tua lingua

Che percorre traiettorie

Sempre nuove

Sul mio corpo

Mi manchi e ho voglia di te

Ho voglia di te e mi manchi

Ho voglia delle tue mani

Che scoprono angoli

Sempre nuovi

Sul mio corpo

Mi manchi e ho voglia di te

Ho voglia di te e mi manchi

Ho voglia del tuo naso

Che annusa spazi

Sempre nuovi

Sul mio corpo

Mi manchi e ho voglia di te

Ho voglia di te e mi manchi

Ho voglia dei tuoi occhi

Che scrutano profondità

Sempre nuove

Sul mio corpo

Mi manchi e ho voglia di te

Ho voglia di te e mi manchi.

Fermare o fermarsi?

21 Nov

“Tu sai come si catturano i pensieri?”

“Hai provato con la fotocamera?”

“Sì, ma cattura solo l’immagine. I pensieri PUFF! spariscono.”

“Hai provato con la videocamera?”

“Sì, mi vedo io che li rincorro ma non riesco a catturarli.”

“Hai provato col retino?”

“ Sì, ma i pensieri sono come farfalle: volano via.”

“Hai provato con la gabbia?”

“La gabbia?”

“ Sì, puoi imprigionarli così non scappano più.”

“Ma se li imprigiono resto senza pensieri.”

“Allora perché vuoi catturarli?”

“Perché vanno veloci e a volte avrei bisogno di fermarli un attimo per metterli in ordine e trovare il senso.”

“In questo caso sei tu che devi fermarti e osservarli mentre scorrono per capirne il senso.”

“Hai ragione, grazie. Mi vado a sdraiare un attimo.”

La più coraggiosa

29 Ott

Mamma: E tu, qual è la cosa più coraggiosa che hai detto?

Figlia di 7 anni: “Ti amo!”

Mamma esterrefatta pensa: Come darle torto?!

E niente, i bimbi sono la palestra di vita per gli adulti che hanno voglia di allenarsi.

Fusione di gusti

27 Ott

Dorotea: È da ieri che sento il tuo odore dentro il mio naso.

Riccardo: Io sento il tuo sapore dentro la mia bocca.

D: Possiamo scambiarci i sensi.

R: O possiamo mischiarli.

D: Mh! Sarebbe interessante. Cosa proponi?

R: Fammi pensare…

D: Non pensarci troppo!

R: La solita impaziente.

D: Quindi, ci hai pensato?

R: Potremmo fare un bel bagno in piscina.

D: BAM! Mi erano mancate le fitte proprio lì, alla bocca dello stomaco.

R: Sarebbe un sì?

D: Beh, approfondirei la proposta.

R: Perdindirindina, a volte sei insopportabile. Certe cose mica le puoi organizzare, pianificare. Certe cose avvengono.

D: E lasciamole avvenire.

R: Ecco, così mi piaci.

D: Ecco, così ti voglio.

R: Mi vuoi?

D: Ti voglio.

R: Wow, improvvisamente determinata.

D: Oh, allora! Anche tu certe volte sei incontentabile.

R: Ahahah! Mi piace infastidirti.

D: Infastidiscimi per bene, oltre che con le parole.

R: Mi stai stuzzicando?

D: Alimento il tuo desiderio.

R: Ci riesci benissimo.

D: Sono contenta. Devo mettere il costume?

R: Che domande! No.

D: Va bene, porterò un prosecco.

R: Buona idea.

D: I calici li hai?

R: Non serviranno.

D: Ma sentilo!

R: Non vedo l’ora di mischiare i nostri sensi nella fluidità dell’acqua.

D: Al chiaro di luna.

R: Avvolti dalle dolci note dei fiori di gelsomino.

D: Sento già il tuo odore mescolato a quello dei gelsomini.

R: E io sento il tuo gusto tra le bollicine del prosecco.

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