Archivio | giugno, 2009

Il Grande Papi

28 Giu

“LA GUERRA E’ PACE – LA LIBERTA’ E’ SCHIAVITU’ – L’IGNORANZA E’ FORZA” (“1984” di George Orwell)

Sembra proprio il motto attuale di Berlusconi!
Orwell parlava di “Grande Fratello, noi possiamo parlare di “Grande Papi”.

Ci controlla. Ci comanda. Ci ridicolizza. Ci deruba. Ci mente. Ci zittisce. Continua a governare!!!

La storia è circolare: “a volte ritornano…”.

Spero che possa ritornare anche il famoso lume della ragione.

Comunicazione aziendale in caso di crisi

21 Giu

IncomunicabilitàLa comunicazione è fondamentale e imprescindile per un’azienda, e va curata sia internamente sia esternamente. Per non parlare di quanto sia vitale in uno stato di crisi.

Quante volte avremo sentito dire affermazioni del genere da professori universitari, da professionisti del settore, e l’avremo letto sui libri? Io personalmente inquantificabili volte, tanto da credere che praticamente andasse proprio così! Invece, l’esperienza che sto vivendo contraddice tutte le teorie che ho studiato e ascoltato finora.

Ho sempre pensato e creduto che magari quello che apprendevo teoricamente sarebbe stato difficile applicarlo in realtà medio-piccole; o, più che difficile, queste realtà avrebbero faticato a comprendere l’importanza dell’aspetto comunicativo e, quindi, a sentirne il bisogno di curarlo. La realtà mi ha smentita!

Una Spa che ha migliaia di dipendenti, che opera in diversi settori e che, quindi, ha molteplici pubblici con cui dover interloquire e ai quali, soprattutto, dover rendere conto delle fasi che attraversa, ha curato malissimo l’aspetto comunicativo in un momento di crisi (e le crisi non durano un giorno!). Anzi, azzarderei col dire che non l’ha tenuto in considerazione affatto! Perlomeno nei confronti dei suoi numerosi interlocutori interni e nei confronti di altrettanti numerosi interlocutori esterni con cui ha, inoltre, stretto rapporti in un settore in cui c’è poco da scherzare, il finanziario.

Passano giorni e ormai mesi di vuote comunicazioni a singhiozzo rivolte ai dipendenti; e di comunicazioni inesistenti, per quanto possa testimoniare, nei confronti di certi soggetti esterni. Ovviamente il clima lavorativo diventa un macigno insostenibile e la voglia di lavorare dei dipendenti frustrata.

Il peggio è sentirsi rispondere, durante una riunione in cui si sottolinea la mancata comunicazione verso i clienti, ormai indemoniati e alcuni persi, e la possibilità ancora oggi di rimediare in qualche modo, che il gruppo non ha voluto – e non vuole – mettere nero su bianco cosa stia succedendo per informare giustamente i clienti e, magari, provare a mantenerli per uscire tutti insieme da questo brutto periodo e affrontare un futuro di collaborazione fondato sulla fiducia costruita grazie a una corretta comunicazione.

Reputazione, fiducia, responsabilità, immagine, trasparenza, comunicazione: tutti questi elementi trascurati!

Autocertificazione

9 Giu
autocertificazioneFra una pratica e l’altra, Toh!, in chi mi imbatto: nell’autocertificazione. Purtroppo non è un personaggio dei cartoni animati, dei fumetti o delle fiabe.
E’ un argomento sul quale si è molto discusso ed è considerato una grande conquista per i cittadini italiani.
In effetti ha i suoi notevoli vantaggi, ma ovviamente anche i suoi grandi limiti.
Sembra che fra molti soggetti, la PA sia quello obbligato ad accettare l’autocertificazione in sostituzione a tutta una serie di documenti contenuta dettagliatamente nelle norme di riferimento.
E gli altri soggetti?
Prendi, per esempio, una banca, una finanziaria, un ente privato.
Sembrerebbe che questi siano liberi di accettare o non accettare; cosa che ritengo davvero ridicola e intralciante.
La legge dovrebbe prevedere, anche rispetto a questi soggetti, tutta una serie di documenti che un individuo potrebbe sostituire con un’autocertificazione e il soggetto richiedente dovrebbe essere obbligato ad accettare.
Ovviamente i controlli del caso vanno sempre effettuati ma, se veramente si vuole snellire la burocrazia italiana, sarebbe bene iniziare a rivedere l’autocertificazione e aggiornarla alle necessità odierne.
E l’autocertificazione è solo uno dei tanti argomenti che la legislazione italiana dovrebbe riprendere e modernizzare affinché le norme regolanti gli stessi rispecchino i bisogni di una società moderna e non quelli delle società preistoriche!
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