Archivio | febbraio, 2021

Words and pictures

20 Feb

Contano di più le immagini o le parole?

Accettare di essere imperfetti e fallibili?

Credere nelle proprie capacità?

Nutrirsi di stimoli continui?

Unire o dividere?

Corri a guardarlo perché è un film meraviglioso: Words and pictures.

Piango e rido.

19 Feb

E piango

E piango

E piangerò

Per un bel po’ di tempo

Il giorno che rinascerò

In cuor mio mi auguro

Ti ringrazierò

Un’altra vita ricomincerò

E nuove strade percorrerò

Finché le scarpe consumerò

E il fiato avrò.

E rido

E rido

E riderò

Di quello che ricorderò

A testa alta proseguirò

E il meglio attirerò

Perché me lo merito

E lo pretenderò

Apprezzando

Me stessa

E ciò che otterrò.

La mia vita a colori

14 Feb

Lasciami, oh lasciami immergere l’anima nei colori; lasciami ingoiare il tramonto e bere l’arcobaleno.
(Khalil Gibran)

Ruba tutti i colori del mondo e dipingi la tela della tua vita eliminando il grigio delle paure e delle ansie.
Abbandona i tuoi vecchi abiti mentali e vestiti di allegria.
(Omar Falworth)

A noi piacciono i colori!

Ero stufa di vedere quella parete bianca, a tratti sporca, con alcune imperfezioni.

Così mi sono decisa: “Bimbe! Venite, coloriamo questa parete con le impronte delle nostre mani?”

La risposta, naturalmente, poteva essere solo una: “Siiiiii!!”

Ovviamente abbiamo rischiato di dipingere molto altro, ma alla fine è andata meglio del previsto.

E io – più bambina delle mie bambine – ero contenta come una bambina.

Sappi che non è finita qui.

Ho già fatto la traccia su un’altra parete per trasformarla in bacheca calamitata usando l’intonaco magnetico.

Non vedo l’ora!!!

Alla prossima pitturata.

Buon San Valentino

14 Feb

Il violinista del diavolo

11 Feb

Erano anni che non provavo il piacere di vedere dei bei film, con la predisposizione d’animo giusta.

Non so se capita anche a te, ma io devo essere dell’umore giusto e avere voglia di stare seduta per diverso tempo a guardare uno schermo per gustarmi un film.

Oltre a non avere elementi di distrazione. Ovviamente.

Ecco, domenica scorsa è stato il momento della congiuntura astrale positiva affinché potessi stare seduta sul divano a guardare ben due film! In momenti diversi della giornata, of course.

Inizio col primo: Il violinista del diavolo.

Un film che narra la storia del mirabolante Niccolò Paganini sviscerando una delle leggende più note sul suo conto: ovvero che fosse figlio del diavolo.

Beh, a vedere qualche sua immagine nel web e a leggere le descrizioni fisiche che circolano, molto probabilmente deve esserlo sembrato.

Il fatto che fosse molto malato di tubercolosi peggiorava la sua figura e contribuiva a far circolare strane storie sul suo conto.

Poi, come molti artisti, a quanto pare dalla notte dei tempi, si lasciava andare a una vita sregolata.

Il film mi è piaciuto tantissimo.

Mi ha fatto venire una voglia incontenibile di ascoltare la musica di Paganini e il dispiacere per non poter assistere a una sua esibizione dal vivo.

Chissà come gli dava vita a quel violino!

La cosa che mi ha sconcertato maggiormente è che si tratta di un artista del 1800 a essere stato definito la prima rockstar della musica.

P.s. Il secondo film al prossimo post.

Svampita

8 Feb

“Hai visto quella, è completamente svampita.”

“Vero! Che ne pensi delle persone svampite?”

“Mah! Mi divido tra l’ammirazione e l’orticaria.”

“Ahahah! Dorotea, te ne esci con queste considerazioni che mi fanno sbellicare dalle risate.”

“Eppure sono seria. Il paradosso è che faccio ridere quando sono seria; e quando scherzo… lasciamo perdere, va!”

“Ecco, vedi, continui a farmi ridere.”

“Appunto!”

Dorotea e Alice risero un po’.

Quel giorno scorreva lento, come le nuvole davanti al sole. Dorotea avrebbe desiderato poter riempire i polmoni di così tanta aria da avere la forza e la potenza di scansare nuvole e sole per lasciare il posto alle stelle e alla luna.

E per riflesso, spostare le lancette dell’orologio direttamente all’ora in cui ci si mette sotto alle coperte, al riparo da tutto e tutti.

Invece la giornata era solo a metà percorso.

Che fatica, certi giorni! Chissà perché?

Avrebbe voluto trasformarsi in una di quelle persone svampite.

Chissà cosa provano quelle persone?

Chissà come vivono le emozioni?

La sofferenza, chissà come la affrontano?

Il dolore, come lo vivranno?

Saranno svampite anche con le emozioni?

Dorotea era stanca e confusa.

Una valanga di avvenimenti la stava travolgendo e cercava una roccia a cui appigliarsi.

Si dice che l’unico appiglio bisogna trovarlo dentro se stessi.

Magari se diventasse una svampita tutto le scivolerebbe addosso senza lasciare tracce, traumi, ferite.

“Stavo pensando che dovrei diventare amica di una svampita per carpirne i segreti e scoprire come affronta la vita.”

“Ma che dici, Dorotea?”

“Sì, andare alla fonte per attingere informazioni di prima mano. Almeno potrei capire se mi converrebbe trasformarmi in una svampita.”

“Mia dolce e sensibile Dorotea! Tu sei un’anima speciale, un’anima evoluta: non puoi mica involvere!”

“Oh, Alice, amica mia! Vorrei tanto essere come mi descrivi. In verità sono solo una ingenua bambina che crede troppo nelle favole. Dovrei decidermi a diventare una donna adulta disillusa, menefreghista, egoista e approfittatrice. Vedo che la vita è fatta per queste persone. Non per quelle come me.”

Alice abbracciò forte Dorotea e le svelò un segreto: “Mai avere rimpianti. Se è andata bene, è meraviglioso. Se è andata male, è esperienza. Ogni volta che cadi raccogli qualcosa.” (Oswald Avery)

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