Archivio | novembre, 2020

L’ombrello

27 Nov

“Ti capita di guardare le stelle? – ebbe inizio proprio così.

“Uh! Se mi capita!” – rispose.

Le stelle e le loro costellazioni sono l’unica somma di minerali capace di scalfire anche un diamante.

“Ti capita di chiederti se sia tutto reale?”

“Uh, se mi capita!”

“E la risposta qual è?”

“Se lo senti dentro di te, può solo essere vero.”

Succedono dei CLICK e dei BAM che non hanno spiegazioni reali. Se le avessero la magia con cui scattano svanirebbe in un soffio.

Come quando raccogli un dandelion, lo ammiri, lo rimiri, lo alzi al cielo e, incamerata tutta l’aria possibile, ci soffi così forte da farlo svanire.

PUFF! La magia si disperde.

Allora decidi di non soffiare perché i tuoi desideri si sono già avverati, senza bisogno di soffiarci sopra.

Lo custodisci in una campana di vetro e lo tieni con te in ogni istante per godere della sua leggerezza, della sua preziosità.

È delicato il dandelion, molto di più di una rosa.

Te ne prendi cura con grande gentilezza perché la sua incantevole natura ha la capacità di alimentare la tua grazia.

“Non ti sembra di essere usciti da Norwegian Wood di Murakami?”

“Se è per questo mi sembra che siamo usciti da milioni di libri e di canzoni. Siamo così perfettamente eterei!”

“È tutto talmente surreale che se esistessimo davvero saremmo un sogno a occhi aperti.”

“Vieni qui, avvicinati. Lascia che ti abbracci.”

Oh, un abbraccio! Quanto amava essere abbracciata?

Sentirsi avvolta e al sicuro, protetta da ogni intemperie.

Era come se lui avesse aperto un ombrello gigante sotto il quale potevano ripararsi dai colpi bassi della realtà.

Eppure lei ha sempre evitato gli ombrelli, specie quelli altrui, perché aveva paura che una tromba d’aria potesse accartocciarlo e lasciarla inerme.

Senza l’ombrello si sentiva più forte e, invece, si rendeva conto che un ombrello può essere utile, soprattutto se lo si tiene con più mani.

“Ti va di ballare?”

“Ehm… ballare? Io? Veramente… sai… non amo molto ballare.”

“Ma è un ballo lento lentolento lentissimamentelento!”

“Oh! Sembra piacevole.”

“Lo è. Io mi avvicino a te, tu ti avvicini a me e ci abbracciamo.”

“E poi?”

“E poi… non devi far altro che ondeggiare seguendo il tempo dei nostri corpi.”

“Ci sto.”

“Avvicinati, allora.”

Entrambi fecero tre passi l’uno verso l’altra, avevano già iniziato a ballare.

“Domani tutto questo esisterà ancora?”

“Domani è già arrivato.”

Sommovimenti

25 Nov

Lacrime

Sulla punta degli occhi

Rigano lente

Guance affusolate

Pensieri

Come aghi nella mente

Pungono imo

Fino al cuore.

Esplosioni

23 Nov

Tum tum tutùm

Batte forte il cuore

Ouch ouch ouchouch

Avverti crampi allo stomaco

Brrr brrr brrbrrrrr

Senti brividi su tutto il corpo

Bam bam babàm

Risuonano tante esplosioni dentro di te.

Su e giù per lo stomaco

23 Nov

Stamattina, assieme a un leprotto travestito da topolino acrobata, è venuto a bussare alle stanze della mia memoria lui, Alex Britti.

Lo so, le mie giornate sono un po’ strane.

Non lo ascoltavo da una vita.

“Toc! Toc! Ti ricordi di me?”, mi ha detto proprio così.

“Certo che mi ricordo. Che piacere risentirti!”.

“Ho delle cosine da dirti, anzi da ricordarti. Ascolta un po’…” e mi ha lasciata sola con la sua dolce melodia e le sue parole.

Accettami così ti prego non guardare

nella mia testa c’è un mondo da ignorare.

Voglio che tu sia mia complice discreta

accettami e sarai la mia bambola di seta.

Accettami e vedrai andremo fino in fondo

non pensare a cosa è giusto e cosa sta cambiando.

Andiamo al polo nord o al sud se preferisci

accettami ti prego dimmi che ci riesci.

Non ho detto mai di essere perfetto

se vuoi ti aiuto io a scoprire ogni mio difetto.

Se ne trovi di più ancora mi sta bene

basta che restiamo ancora così insieme.

Amo, amo è qualcosa che si muove

su e giù per lo stomaco, più freddo della neve.

Amo, amo è un buco alla ciambella

la sua dolcezza effimera la rende così bella.

Accettami e vedrai insieme cresceremo

qualche metro in più il cielo toccheremo.

Più alti dei giganti più forti di Godzilla

faremo una crociera su una nave tutta gialla.

Andremo su un’isola che sembra disegnata

con colori enormi e un mare da sfilata.

Per quanto mi riguarda ho fatto già il biglietto

ti prego non lasciarlo accanto a un sogno in un cassetto.

Amo, amo è qualcosa di speciale

su e giù per lo stomaco è come un temporale

Amo, amo è il sugo sulla pasta

finché non è finito non saprò mai dire basta!

Amo, amo è un dono di natura

perché la nostra storia non è solo un’avventura

Amo, amo è una semplice canzone

e serve a me per dirti che sei una su 1.000.000.

Beh, che dire?

Chi è perfetto?

Chi crede di trovare la persona perfetta?

Sono sicura di sentire un coro di risposte giuste.

Eppure superato l’inizio di “È tutto bello: si ride, si scherza, si sogna…”, appena compare la prima nuvola la magia scompare.

Non si è disposti ad affrontare le difficoltà, a sostenere chi si è scelto di avere accanto, a scendere a compromessi, a fare sacrifici.

Allora perché? Perché, mi chiedo.

Ognuno se ne potrebbe stare benissimo a casa propria e continuare a pensare per sé.

Perché darsi tutto quel gran da fare per sconvolgere due vite, e più?

Ci si illude?

Si spera?

Ci si auto-convince?

Qualunque sia la domanda giusta, è una mega grande strepitosa caxxata!!

Buon ascolto!

Un tiro di dadi

19 Nov

Era finito il tempo dei mojito; dei nasi all’insù per guardare il manto stellato; delle notti insonni seguite da sveglie mattutine.

Ora il cielo era plumbeo, il vento soffiava forte e la pioggia cadeva insistentemente.

Il classico tempo delle riflessioni.

Era un anno anomalo, chiunque avrebbe confermato.

Eppure, eppure, qualcosa stava succedendo.

Chiamalo come vuoi, caso/fortuna/disegno divino/karma, ma se non muovi un’unghia ti guarderà col suo sorriso beffardo e ti lascerà putrefare nella tua staticità.

Potrai dirgliene di tutti i colori, mentre l’unico contro cui devi inveire è “te stesso”.

Prova.

Provaci a fare un passo e poi dimmi che succede.

Succede che ti si aprono porte inaspettate.

Succede che dietro a quelle porte trovi persone incredibili.

Succede che il tuo corpo, la tua mente e la tua anima si ricongiungono come per magia e ti senti di nuovo “uno”.

Senti.

Senti tutto.

Senti tanto.

Ti stropicci gli occhi e ti dai un pizzicotto per chiederti se sia tutto reale.

In effetti è difficile da crederlo, ma lo è.

Fidati.

E’ tutto reale.

Era tutto quello di cui avevi bisogno e adesso è lì, perché hai agito.

Credici.

Una notte, il caso e Joyce

12 Nov

Dorotea aveva smesso di ascoltarsi. 

Sai, come quando guardi la bocca della persona che ti sta parlando ma non senti le parole. 

In quel momento il tuo cervello è sconnesso. 

Stava scambiando quattro chiacchiere con un amico, la parola d’ordine era “leggerezza”. 

Effettivamente lei si stava divertendo da matti. 

Era davvero grata per quegli scambi ricchi di spensieratezza, con qualche sprazzo di serietà qua e là che ci stava benissimo. 

A un certo punto – BAM! – corto circuito: le riaffiora alla memoria una canzone. Una canzone davvero strana, quasi impossibile pensare che un giorno avrebbe potuto ricordare di averla già ascoltata. E invece, eccola lì. 

Il motivo e alcune parole del ritornello le si componevano in mente, come se l’avesse ascoltata fino a un minuto prima. 

Come si intitolava? 

Perché le è comparsa in mente così dal nulla? 

Ne parlò col suo amico che le chiese: “Come mai ti è venuta in mente proprio ora?” 

“Non saprei. Forse qualcosa di cui parlavamo o semplicemente un mio corto circuito.” 

“O forse gli “appoggi emotivi” di cui si parlava? L’inconscio, una brutta bestia.” 

“Sai, ora che me lo fai notare, forse è stato proprio quello.” 

Dorotea va subito alla ricerca del testo e della canzone. 

Another crack in my heart,
Another picture on the wall
Another way to spend an evening
When there’s no one there at all
Another kiss to say goodbye,
Another cross upon a chart
Another suitcase at the door
Another crack in my heart
In my heart”

!BABÀM! Brividi in tutto il corpo. Ogni parola sembrava parlare di quello che le stava accadendo. 

Quanto è strana la vita? 

È sempre lì pronta a mandarti segnali, messaggi. 

Dorotea era incredula. 

Attiriamo ciò di cui abbiamo bisogno. O così dicono. 

Anche chi crede e accetta passivamente il disegno divino, persino il più puro dei fatalisti, dovrà ammettere che esiste una legge di attrazione universale. 

Questa funziona con i pensieri, con le persone, con le situazioni. Anche ciò che all’inizio può apparire negativo e sporco, una volta mondato, si renderà utile e nutriente. 

Non abbiamo scampo. Siamo destinati ad essere sempre chiamati in causa, a rispondere alla vita che ci provoca. 

Forse tutto questo Dorotea lo sapeva già. 

L’inconscio, una brutta bestia; a volte subdolo. 

A proposito di parole che tornano alla mente in situazioni particolari, delle altre arrivarono a bussare alla sua porta. Il mittente era James Joyce: 

“Il caso mi fornisce tutto ciò di cui ho bisogno. Io sono come un uomo che inciampa nel cammino. Il mio piede colpisce qualcosa, mi chino ed è esattamente quello che voglio.”

Ineccepibile.  

Joyce lo chiama “il caso”, ma chissà quanti nomi e quante spoglie può indossare, il caso. 

Provoca timore ed eccitazione sapere che non basterà una vita per poterlo scoprire.  

Nel frattempo era scesa la notte e, anche se non ne aveva molta voglia, Dorotea abbracciò l’amico e si incamminò.  

Le piaceva camminare, lo trovava quasi terapeutico: immaginava i brutti pensieri cadere alle sue spalle, scivolando tra i capelli.  

Alzò un attimo gli occhi al cielo per vedere le stelle, com’era solita fare, e successe qualcosa di inaspettato.  

Una serata piena di imprevisti, segnali e messaggi alieni poteva finire solo così.  

Le cadde proprio sulla punta del naso… maledetto piccione nottambulo. Beh, dicono che porti fortuna.

-Questo è il risultato di un caso, un po’ cercato, un po’ creato, che ha collaborato alla realizzazione di questo testo scritto a quattro mani col blogger Il Pensator Cortese.-

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