Tag Archives: accettazione

Words and pictures

20 Feb

Contano di più le immagini o le parole?

Accettare di essere imperfetti e fallibili?

Credere nelle proprie capacità?

Nutrirsi di stimoli continui?

Unire o dividere?

Corri a guardarlo perché è un film meraviglioso: Words and pictures.

Futuro e/è paura.

22 Dic

Pensavo a quanto siamo strani, noi esseri umani.

Ci lamentiamo.

Ci stufiamo.

Ci arrabbiamo.

Poi troviamo qualcuno che ci fa stare bene, con cui ci divertiamo, con cui condividiamo la stessa voglia di leggerezza e…. PUF! SCIÒ!

Ce ne sbarazziamo.

Perché?

Perché le cose cambiano.

Le relazioni cambiano.

Magari ci si era approcciati in un modo, ma poi nel normale fluire delle comunicazioni qualcosa è cambiato.

Allora la nostra rigidità riaffiora e decidiamo che, invece di accogliere il cambiamento, è meglio rompere.

Siamo così, noi esseri umani: bravi a rompere più che a costruire.

Perché, in fondo, siamo esseri timorosi.

I cambiamenti ci spaventano.

I sentimenti ci spaventano.

Le emozioni ci spaventano.

I rapporti ci spaventano.

Le decisioni ci spaventano.

Iniziamo a fantasticare nelle nostre menti e, senza condividere ciò che immaginiamo, decidiamo che è meglio perdere ciò che di bello c’è, abbiamo.

Perché di quello si tratta: fantasticherie su un futuro che non esiste e che non sappiamo come sarà.

Ci priviamo del bello che il presente ci offre per paura di un futuro ignoto.

Siamo strani, noi esseri umani. O dovrei dire, noi adulti.

Perché i bambini, loro sì che sanno come si vive.

Il passato e il futuro per loro non esiste.

Esiste il presente, l’attimo che stanno vivendo. Niente di più.

Nessun problema su cosa succederà dopo.

Nessuna paura su come andranno le cose.

Solo la gioia, la cura, l’attenzione e la gratitudine di vivere il momento.

Si dice sempre che i bambini hanno tanto da insegnare, ed è proprio così.

Noi adulti, invece, quanto siamo complessi.

Sommovimenti

25 Nov

Lacrime

Sulla punta degli occhi

Rigano lente

Guance affusolate

Pensieri

Come aghi nella mente

Pungono imo

Fino al cuore.

Panta rei

26 Lug

Ho affidato all’acqua

Le mie domande

Perché possa portarmi

Le giuste risposte.

Ho affidato all’acqua

Le mie lacrime

Perché possa trasformarle

In un mare calmo.

Ho affidato all’acqua

I miei dubbi

Perché possa evaporarli

Come rugiada al mattino.

Ho affidato all’acqua

I miei desideri

Perché possa custodirli

Come una conchiglia la sua perla.

Il diverso sciocca

28 Apr

Futur-pallaNon voglio star qui a entrare nel merito dell’azione (una trovata politica, pubblicitaria, promozionale,… non importa in questo contesto) ma vorrei ragionare con voi sulla reazione.

Un anno fa Cecchini inondava piazza di Spagna con migliaia di palline colorate, trasformando per piacevoli attimi la sua scalinata in una sorta di luna park: vivace, divertente e, perché no, “liquida”. Arte viva!
Eppure il gesto sembra aver urtato la cecità e l’avversione al “diverso”; così la giustizia italiana ha investito un anno del suo prezioso tempo in una causa contro l’autore di un gesto artistico e i suoi “collaboratori”, arrivando pure a infliggere una condanna ciascuno.

Avrà pure ostacolato il pubblico servizio, ma quando il pubblico servizio si ostacola da sé, chi viene condannato??? Solo noi poveri pendolari che al mattino ci alziamo per andare a prendere uno dei primi mezzi di trasporto pubblico che ci porterà a lavoro e scopriamo che, se va bene, arriveremo in ritardo (e non sto qui a dire le possibili conseguenze che ne derivano e/o le situazioni imbarazzanti che si creano; che in tanti conosciamo)!!

E poi, spero sarà stata una divertente interruzione del pubblico servizio, almeno per una volta. Vi immaginate che spettacolo stravagantemente incantevole sarà stato assistere al precipitarsi di queste innumerevoli palline colorate dalla scalinata di piazza di Spagna, immersi nella storia romana?! 🙂


Beh, io che professo la fede de Il mondo è bello perché è vario, io che amo la diversità e che mi sciocco davanti all’omologazione, non potevo tralasciare questo avvenimento. Dimostrativo del fatto che appena accade qualcosa di anomalo, inconsueto si reagisce spesso negativamente. Nel XXI sec. non si riesce ancora ad apprezzare il “diverso”; ne abbiamo prove lampanti solo lanciando uno sguardo fulmineo al mondo, su temi molto più importanti di una cascata di palline colorate che per poco tempo ha rotto con il tram tram quotidiano. Fortunato chi ci si è trovato!

“un’azione non violenta, che uccide violentemente il cervello di qualcuno” (Cecchini)

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