Archivio | Maggio, 2021

Vola. E portalo in alto.

31 Mag

Finalmente una giornata di relax.

Aveva corso in qua e in là per tutta la settimana.

La testa era in continuo fermento: progetti, proposte, decisioni.

Anche mentre dormiva la sentiva, la mente, elaborare pensieri.

Indossò il suo due pezzi floreale, prese il telo etnico, montò sulla sua inseparabile bici e pedalò alla volta del parco più vicino a casa.

Un centinaio di pedalate, una salita, una discesa e Dorotea arrivò a destinazione.

Quel giorno si era svegliata col cuore trasbordante di gratitudine.

Sentiva di essere davvero molto fortunata e aveva bisogno di un po’ di contatto con la natura per ringraziare la vita.

Stese il telo sul verdeggiante prato che l’avrebbe accolta per un po’ di ore.

C’era una pace meravigliosa.

Gli uccellini cinguettavano.

Mancava solo il gorgoglio dell’acqua, e sarebbe stato tutto super perfetto.

Si tolse i vestiti e si distese sul telo.

Il sole, oh, il sole!

Che calore!

Che luce!

Che potenza!

Chiuse gli occhi e si concentrò sul suo respiro.

Sentiva l’aria tiepida entrare e uscire dalle narici, assieme all’odore di erba fresca appena tagliata e di gelsomino, che le ricordava la sua amata nonnina.

Seguiva con le mani il gonfiarsi e sgonfiarsi dell’addome.

Si stava rilassando.

Gradualmente sentiva ogni muscolo del suo corpo rilassarsi, abbandonare al suolo tutte le tensioni.

Rimase così qualche minuto, poi contò fino a 20 e riaprì gli occhi.

La prima cosa che vide fu lo sconfinato cielo azzurro con delle pennellate bianche sparse.

In quel momento una meravigliosa farfalla color oro si posò sul suo telo.

Dorotea le si avvicinò delicatamente, si guardarono negli occhi e le confidò un segreto.

Dopodiché le disse: “Vola. E portalo in alto.”

La farfalla spiegò le ali e leggiadra si alzò in volo, fece due piccole circonvoluzioni attorno a Dorotea e si allontanò.

Hic et nunc

27 Mag

Fai l’amore con me in piscina prima che vada via?

Dove vai?

Torno alle origini.

Quando?

Tra 15 giorni.

Per quanto tempo?

Indefinito.

Che vuol dire?

Vuol dire che parto e non so se e quando tornerò. Ma hai deviato l’argomento. Non hai voglia?

Sì che ho voglia, ma…

Ma?

Ma non voglio che tu te ne vada.

Smettila. Sai bene come stanno le cose.

Sì, lo so. E so che sei stata un incontro inaspettato. Ricordi il nostro primo incontro? Ricordi che come un imbranato ho fatto cadere il portapenne dalla scrivania per darti la mano?

Certo che lo ricordo. Pensai che per la figuraccia mi avresti dato il ben servito. E contemporaneamente, ricordo che sentii le farfalle nello stomaco e una forte attrazione.

Sei entrata da quella porta con un’aurea luminosa che mi ha abbagliato. Emani energia pura. Me l’hai trasmessa subito. E mi hai fulminato all’istante.

Mi prendi in giro?

Perché dovrei? Non ne vedo il motivo.

Sai bene che non voglio che tu mi dica queste cose. Non voglio che tu mi corteggi.

Sono sincero con te. Sento queste cose e te le dico.

Finisce che litighiamo e non sono qui per questo.

Perché dovremmo litigare?

Perché le cose che dici sono in contrasto col tuo comportamento. Siamo stati lontani per cinque mesi. Sei sparito. Mi hai allontanata senza spiegazioni concrete.

Sì è vero. Ti ho allontanata per il tuo bene, perché ti rispetto. Mi avevi detto che sentirti rifiutata da me ti aveva ferito e quindi la conseguenza naturale è stata quella di allontanarmi. Però ti ho pensata; ho pensato alle nostre parole, alle risate, ai nostri baci, ai nostri momenti intimi. Ti ho sempre immaginata e ricordata sorridente e questo mi faceva stare bene. Mi hai trasmesso sempre tanta gioia, tanta positività. Ho sempre avuto tanta voglia di sentirti, vederti.

Ovviamente allontaniamo sempre le cose che ci fanno stare bene. L’essere umano è proprio strano.

Il punto è un altro. Tu hai preso una strada; hai preso delle decisioni importanti. Io sono ancora in un limbo. Spesso le tue parole mi facevano male perché mi rendevo conto di essere imprigionato in me stesso.

Liberati.

Non posso.

Non vuoi.

Forse.

Basta! Hai voglia di fare l’amore con me in piscina prima che parta?

Ho voglia.

Quando?

Non hai paura?

No. Tu hai paura?

Sì.

Di cosa?

Di perderti.

Non mi hai mai avuta.

Lo so. Ti vorrei.

Non sono un oggetto. Ho smesso di legarmi. E di creare legami. Voglio solo stare bene con te. Qui e ora.

Sei forte.

Sì, lo sono. Deciditi.

E dopo?

26 Mag

Lo sai che ti penso, vero?

E tu?

Lo so che mi pensi.

E allora, perché ci pensiamo e basta?

Perché è più semplice.

Più semplice rispetto a cosa?

Rispetto a scriverci.

Perché?

Perché se ci scriviamo rafforziamo il pensiero e poi non ci basta e vogliamo vederci.

Bello, no?

Dipende.

Da cosa?

Da cosa comporta vederci.

Che cosa comporta?

Che poi non resistiamo.

Fantastico.

Sì, fantastico. E poi?

Poi ci lasciamo andare alle sensazioni, alle emozioni.

Giusto. E poi?

Poi ci respiriamo, ci assaporiamo.

Lo ricordo bene, sai?

Sì che lo so. Ripassiamo, no?

Ho paura di essere impreparato.

Impreparato su cosa?

Impreparato per sopportare il dopo.

Cosa succede dopo?

Che ti voglio rivedere.

Meraviglioso. Anche io.

Allora cosa stiamo aspettando?

Vediamoci.

E dopo?

Rivediamoci!

Parole

25 Mag

Parole bloccate

Rimangono

Nella bocca

Nella testa

Nel cuore

Si dimenano

Si contorcono

Parole bloccate

Anche questa, se vorrete, potrete leggerla dall’inizio e dalla fine.

Tu sei abbastanza. Qui e ora.

24 Mag

Ricomincio da me

16 Mag

Oggi mi sono imbattuta nella Legge dello Specchio.

La conosci?

No, la dieta non c’entra.

Sicuramente non la dieta alimentare.

Si potrebbe declinare in dieta caratteriale.

In che senso?

Ti spiego…

Secondo questa legge la vita ci rimanda quello che siamo e che diamo.

Non solo, essendo collegata alla Legge dell’Attrazione, le persone che attiriamo nella nostra vita ci servono per “specchiarci” in loro.

Gli aspetti caratteriali e i comportamenti che ci piacciono e che non ci piacciono degli altri, sono quegli aspetti di noi stessi su cui dobbiamo lavorare.

Quindi, come davanti a uno specchio, vediamo parti di noi che, forse, difficilmente riusciremmo a vedere.

Effettivamente, dopo aver letto questa teoria, mi sono soffermata a riflettere sulle persone che fanno parte della mia vita, ognuna a modo suo, e alle cose che mi piacciono o mi irritano di loro.

Beh, l’immagine che mi è tornata è quella mia con quegli angoli da smussare o quei punti da rinforzare.

La Legge dello Specchio prosegue dicendo che, se non interverremo nella modifica, continueremo a ritrovarci di fronte sempre alle stesse situazioni di causa/effetto.

Ovviamente bisogna saperla sfruttare a proprio favore.

Come?

Sforzandoci di vedere negli altri più i pregi che i difetti, cosicché di rimando vedremo e alimenteremo i nostri.

Che ne pensi?

Sei rimasto affascinato quanto me?

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