Archivio | novembre, 2009

Cracking art

19 Nov

“Perchè delle chiocciole di color fucsia, di grandi dimensioni, a spasso per la città? Perchè abbiamo bisogno di giocare con la città per costruirla idealmente, mentalmente per rompere l’ovvietà del nostro quotidiano urbano e per riscoprire l’esperienza dell’attraversamento urbano, del suo paesaggio. Abbiamo scelto le chiocciole perchè rappresentano con il linguaggio dell’arte contemporanea tre metafore: la prima riguarda l’ascolto per via della “forma” delle chiocciole che ricorda l’orecchio umano; la seconda l’abitare perchè questo simpatico animale si porta con sè la propria casa; la terza concerne l’attualità tecnologica del segno grafico che rimanda alle comunicazioni in Rete. Infine, il progetto Re-generation di Cracking Art Group racchiude un ulteriore importante valore: le chiocciole sono fatte di plastica riciclabile. E questo vuol dire lasciare una traccia artistica sul territorio metropolitano in favore di un approccio all’ambiente eticamente responsabile”. Massimiliano Finazzer Flory, Assessore alla Cultura del Comune di Milano.

Davvero suggestiva quest’installazione. E molto interessante i messaggi veicolati tramite questi simpatici animaletti. 🙂

Internet, premio nobel per la pace!

19 Nov

Science for peaceNavigo in acque virtuali quando mi imbatto in questa notizia: Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, vuole proporre la candidatura di internet al premio nobel per la pace 2010.

Alter ego: “Internet… chi?”

Io: “Dai, starai scherzando! Non sai chi è internet? Quel tipo dai mille volti e i mille colori! Un po’ meccanico nelle sue relazioni; a volte ingestibile, ribelle. Sempre a disposizione di tutti, nel bene e nel male. Ora hai capito?”

Alter ego: “Scusa, eh, ma non ne sono sicura. Internet, cioè il computer? Una scatoletta di chip, microchip, schede grafiche, schede video… Non scherzare! Non è possibile! Non è un essere umano!”

Io: “Proprio lui. Un signore vuole proporne la candidatura. Dice che sia un’arma di costruzione di massa e per questo va riconosciuto e premiato.”

Alter ego: “Un’arma??? Vuole proporre la candidatura di un essere inanimato definito arma? Ma l’arma ha un’accezione negativa nell’immaginario, nel vocabolario collettivo; e la candidiamo al premio nobel per la pace? Con le armi si uccide!”

Io: “Non so che dirti! Hai ragione. Magari pensano che siano elementi trascurabili se ci si concentra sul fatto che internet è utilizzato da miliardi di esseri umani per comunicare, collaborare, condividere, costruire, progettare. Credo sia l’unica spiegazione valida e condivisibile. Comunque è proprio quello che vogliono fare. E, a quanto pare, ne parleranno in occasione del progetto Science for peace, nato su iniziativa del dott. Veronesi. Un evento di portata mondiale che vedrà la partecipazione di premi nobel in carne e ossa e di personalità di spicco dei più svariati settori. Un appuntamento molto importante e interessante!”

Alter ego: “Boh! Allora non ci resta che fare un sopralluogo e approfondire l’argomento.”

Io: “Credo proprio di si!”

(frammento di dialogo col mio alter ego)

Comunicazione olfattiva

16 Nov

Sotto i riflettori dei professionisti della comunicazione e del marketing stavolta ci sarà il nostro naso: organo evocatore di ricordi, di emozioni, di sensazioni profonde provocate dal respiro di un odore piuttosto che di un altro. Non ci si poteva far scappare la possibilità di legare un prodotto, una marca, un servizio a una percezione olfattiva. Così qualcuno ha pensato bene di prendere la nostra preziosa aria, darle una fragranza e metterla in vendita. Proprio così: l’aria veicolo di comunicazione! Quando si dice che non c’è cosa al mondo che l’uomo non riesca a commercializzare! (Forse manca solo la felicità…)

Certo, è un bene talmente prezioso che la si paga cara, quindi non so se e quando la vedremo penetrare il mercato sotto questa nuova veste. Sicuramente potrebbe essere uno strumento in più a disposizione dei “persuasori occulti” per entrare nelle nostre menti, nel bene o nel male, e riuscire a evocare ricordi legati a questo o quel prodotto, a questa o quella marca, ecc. L’olfatto è il senso per eccellenza nel lasciare tracce di qualcosa/qualcuno nella nostra memoria perché risiede e agisce nel nostro sistema limbico.

In questa avventura, però, la comunicazione olfattiva non viaggerebbe sola ma rafforzata dall’azione della comunicazione visiva: un bigliettino da visita, un pannello pubblicitario, un espositore racchiudono in loro quest’aria profumata. Quindi potrebbe succedere che: una torrefazione diffonderà aria al caffè; una cioccolateria aria al cacao; un’azienda agricola produttrice di limoni e arance aria agli agrumi; e via dicendo. Ecco che “l’occhio vede quel che il naso odora”! 😀

Però mi chiedo: “Varrà la regola: chi prima arriva meglio alloggia?”. Nel senso che sono in tanti a produrre cioccolato, caffè, e così via e le fragranze sono ben precise, quindi chi arriverà prima a sfruttare la comunicazione olfattiva avrà il monopolio? Chi arriverà per primo sarà sempre chi ha il portafoglio più pieno, perciò le solite multinazionali? Continueranno a martellare nelle nostre menti e a dominare il mercato? Si creerà caos cognitivo e percettivo?

Sarà interessante scoprire cosa succederà, se qualcosa succederà.

Il valore delle risorse umane

9 Nov

L’argomento mi sta molto a cuore e contemporaneamente mi lascia altrettanto perplessa. Perché la seconda che ho detto? 🙂

Perché mi sono accorta di quanto siano mercificate e poco valorizzate (ovviamente non voglio estremizzare, ma riferirmi a quella che mi appare la prassi). Vedo agenzie di ricerca e selezione proporre risorse umane alle aziende come se stessero vendendo frutta al mercato; tanto che, quando queste non si rivelano adatte al ruolo, le buttano come frutta marcia. E quella che vi sto descrivendo non è una mia fantasia ma vita vissuta e confronto diretto.

Infatti un giorno mi è venuto spontaneo chiedere a una professionista delle HR: “Quando selezionate una persona che non va bene per quel ruolo, poi la tenete in considerazione per eventuali altre posizioni aperte? Visto che ne avete fatto già la conoscenza e avete capito meglio per cosa sarebbe più adatta?”. “Dipende…”, mi risponde, “In genere, però, non la riproponiamo. Continuiamo con la selezione di altre persone”.

Al che la mia riflessione interiore non può che essere la seguente: “Caspita, questo sì che è valorizzare le risorse umane! Questo sì che è un lavoro efficace ed efficiente! Capacità di massimizzare i mezzi (in questo caso sarebbero persone in carne e ossa) e i tempi che si hanno a disposizione.”

Sicuramente tu starai pensando che è giusto non riproporre una persona “scartata” perché si dà la possibilità ad altre persone di lavorare, di essere scelte. Perfettamente ragione! Io, infatti, non ho detto che i professionisti delle HR devono selezionare/conoscere 10 persone e fermarsi. Anzi! Semplicemente tenersi buone quelle che hanno già scelto una volta (se le avranno scelte un motivo ci sarà!?) per future posizioni e continuare le ricerche.

Questo quadretto dentro la cornice di aziende che operano nella scorrettezza e vivono dei disagi che provocano ad aziende e/o professionisti con un livello massimo di noncuranza, mi ha portata a reagire. A dire: “BASTA!”.

BASTA lavorare per chi non ha rispetto!

BASTA promettere il falso!

BASTA trappole per gli ingenui!

BASTA approfittare della disperazione altrui!

Se anche tu hai qualche altro BASTA! da urlare, sarò lieta di ascoltarti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: