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Words and pictures

20 Feb

Contano di più le immagini o le parole?

Accettare di essere imperfetti e fallibili?

Credere nelle proprie capacità?

Nutrirsi di stimoli continui?

Unire o dividere?

Corri a guardarlo perché è un film meraviglioso: Words and pictures.

Coraggio

23 Gen

Dentro come una marea

Scendono e salgono

Emozioni

Riflessioni

Esortazioni.

Fuori si abbattono contro

Ritorsioni

Ammonizioni

Controindicazioni.

Poi una dolce onda

Scivola sul cuore

Come sulla battigia

Portando via

Alghe e sedimenti

Lasciando

Conchiglie e ardimenti.

Distorsioni

8 Gen

Mi sono illusa che saremmo cresciuti assieme.

Mi sono illusa che oggi io dò a te e domani tu a me.

Mi sono illusa che saremmo migliorati assieme.

Mi sono illusa che insieme avremmo affrontato tutto.

Mi sono illusa che tu saresti stato la mia spalla e io la tua.

Mi sono illusa che dove non arrivavo io saresti arrivato tu.

Mi sono illusa di tante cose.

Mi sono illusa.

Intemperie

5 Gen

Il vento

Ululava

Forte

Paure sepolte

Riaffiorava

La pioggia

Cadeva

Lenta

Ricordi dolorosi

Puliva


^_^ E ora provate a leggerla dalla fine. ^_^

Alla finestra

4 Gen

A volte vi guardo

Come affacciata a una finestra

E vi ammiro

Ammiro la vostra fantasia

La vostra semplicità

Vorrei ridere di gusto

Come fate voi

Per poco

O tanto?

Poi mi lascio contagiare

Mi unisco a voi

E l’effetto è immediato

Cuore leggero

Occhi luminosi

Sorriso sulle labbra

Grazie!

Vorrei restare così

Per sempre.

Gratitudine

2 Gen

Una persona mi chiese, tempo fa, che cosa mi fossi regalata per Natale.

Beh, dopo una risposta scherzosa, gli dissi che mi sono regalata il “Diario della gratitudine”.

In verità questo diario l’ho comprato tantissimi anni fa, ma finora l’ho tenuto illibato nella libreria.

L’ho comprato quando ho iniziato ad approcciarmi alla pratica della gratitudine.

Però in quel momento non mi sono sentita pronta per usarlo, per intingere le sue pagine con la mia capacità di essere grata.

E così è stato per tanti anni, fino a oggi.

Questo perché la pratica della gratitudine è un esercizio che va seminato e coltivato.

Infatti il fatto che finora non abbia usato il diario, non vuol dire che non abbia praticato la gratitudine.

Semplicemente l’ho dovuta assimilare, metabolizzare, far germogliare dentro di me. E accorgermi di quanto bene mi facesse; degli effetti positivi che portasse dentro (e fuori) di me.

Quella stessa persona oggi mi ha detto che non è serena per poterla praticare; che è in quel punto della vita in cui non gli basta avere la salute e quattro arti per essere grata.

Capisco benissimo la sua risposta perché è la stessa che avrei dato io prima di conoscere e approfondire questa meravigliosa abitudine.

Gli ho spiegato che è proprio il contrario: la gratitudine si pratica per imparare a stare bene.

Serve per imparare ad andare oltre la superficie della vita, degli accadimenti e stimolare il pensiero positivo.

Grazie alla pratica della gratitudine si iniziano a cogliere quei dettagli che prima sarebbero passati inosservati e che mostrano quanto basti poco per gioire e ringraziare.

Serve per sostituire l’abitudine a lamentarsi con l’abitudine ad apprezzare.

È un cambiamento radicale, quindi necessita di tempo.

Inoltre è una lotta personale col proprio cervello che cerca – spesso – di sabotare i nostri tentativi di crescita perché comportano dei cambiamenti che richiedono un notevole investimento di energie; e lui – il nostro cervello – per una sorta di risparmio energetico oppone resistenza. Quindi inizialmente sembra molto difficile, quasi impossibile poter abbracciare questa nuova visione, questo nuovo approccio.

È tutta questione di volontà: se stiamo davvero male e vogliamo ribaltare la situazione, possiamo farcela.

A piccoli passi, giorno dopo giorno, ingoiamo pillole di gratitudine per la nostra salute psico-fisica.

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