Tag Archives: gratitudine

Alla finestra

4 Gen

A volte vi guardo

Come affacciata a una finestra

E vi ammiro

Ammiro la vostra fantasia

La vostra semplicità

Vorrei ridere di gusto

Come fate voi

Per poco

O tanto?

Poi mi lascio contagiare

Mi unisco a voi

E l’effetto è immediato

Cuore leggero

Occhi luminosi

Sorriso sulle labbra

Grazie!

Vorrei restare così

Per sempre.

Gratitudine

2 Gen

Una persona mi chiese, tempo fa, che cosa mi fossi regalata per Natale.

Beh, dopo una risposta scherzosa, gli dissi che mi sono regalata il “Diario della gratitudine”.

In verità questo diario l’ho comprato tantissimi anni fa, ma finora l’ho tenuto illibato nella libreria.

L’ho comprato quando ho iniziato ad approcciarmi alla pratica della gratitudine.

Però in quel momento non mi sono sentita pronta per usarlo, per intingere le sue pagine con la mia capacità di essere grata.

E così è stato per tanti anni, fino a oggi.

Questo perché la pratica della gratitudine è un esercizio che va seminato e coltivato.

Infatti il fatto che finora non abbia usato il diario, non vuol dire che non abbia praticato la gratitudine.

Semplicemente l’ho dovuta assimilare, metabolizzare, far germogliare dentro di me. E accorgermi di quanto bene mi facesse; degli effetti positivi che portasse dentro (e fuori) di me.

Quella stessa persona oggi mi ha detto che non è serena per poterla praticare; che è in quel punto della vita in cui non gli basta avere la salute e quattro arti per essere grata.

Capisco benissimo la sua risposta perché è la stessa che avrei dato io prima di conoscere e approfondire questa meravigliosa abitudine.

Gli ho spiegato che è proprio il contrario: la gratitudine si pratica per imparare a stare bene.

Serve per imparare ad andare oltre la superficie della vita, degli accadimenti e stimolare il pensiero positivo.

Grazie alla pratica della gratitudine si iniziano a cogliere quei dettagli che prima sarebbero passati inosservati e che mostrano quanto basti poco per gioire e ringraziare.

Serve per sostituire l’abitudine a lamentarsi con l’abitudine ad apprezzare.

È un cambiamento radicale, quindi necessita di tempo.

Inoltre è una lotta personale col proprio cervello che cerca – spesso – di sabotare i nostri tentativi di crescita perché comportano dei cambiamenti che richiedono un notevole investimento di energie; e lui – il nostro cervello – per una sorta di risparmio energetico oppone resistenza. Quindi inizialmente sembra molto difficile, quasi impossibile poter abbracciare questa nuova visione, questo nuovo approccio.

È tutta questione di volontà: se stiamo davvero male e vogliamo ribaltare la situazione, possiamo farcela.

A piccoli passi, giorno dopo giorno, ingoiamo pillole di gratitudine per la nostra salute psico-fisica.

Futuro e/è paura.

22 Dic

Pensavo a quanto siamo strani, noi esseri umani.

Ci lamentiamo.

Ci stufiamo.

Ci arrabbiamo.

Poi troviamo qualcuno che ci fa stare bene, con cui ci divertiamo, con cui condividiamo la stessa voglia di leggerezza e…. PUF! SCIÒ!

Ce ne sbarazziamo.

Perché?

Perché le cose cambiano.

Le relazioni cambiano.

Magari ci si era approcciati in un modo, ma poi nel normale fluire delle comunicazioni qualcosa è cambiato.

Allora la nostra rigidità riaffiora e decidiamo che, invece di accogliere il cambiamento, è meglio rompere.

Siamo così, noi esseri umani: bravi a rompere più che a costruire.

Perché, in fondo, siamo esseri timorosi.

I cambiamenti ci spaventano.

I sentimenti ci spaventano.

Le emozioni ci spaventano.

I rapporti ci spaventano.

Le decisioni ci spaventano.

Iniziamo a fantasticare nelle nostre menti e, senza condividere ciò che immaginiamo, decidiamo che è meglio perdere ciò che di bello c’è, abbiamo.

Perché di quello si tratta: fantasticherie su un futuro che non esiste e che non sappiamo come sarà.

Ci priviamo del bello che il presente ci offre per paura di un futuro ignoto.

Siamo strani, noi esseri umani. O dovrei dire, noi adulti.

Perché i bambini, loro sì che sanno come si vive.

Il passato e il futuro per loro non esiste.

Esiste il presente, l’attimo che stanno vivendo. Niente di più.

Nessun problema su cosa succederà dopo.

Nessuna paura su come andranno le cose.

Solo la gioia, la cura, l’attenzione e la gratitudine di vivere il momento.

Si dice sempre che i bambini hanno tanto da insegnare, ed è proprio così.

Noi adulti, invece, quanto siamo complessi.

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