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Il sogno di un uomo ridicolo (dostoevskij)

7 Nov

«…Comparvero le unioni, ma ormai l’una contro l’altra. Cominciarono i rimproveri, i rimbrotti. Essi conobbero la vergogna e la vergogna eressero a virtù. Nacque il concetto dell’onore e in ciascuna unione si levò una propria bandiera. Presero a tormentar gli animali e gli animali si allontanarono da loro nei boschi e divennero lor nemici. Cominciò la lotta per la separazione, per l’individuazione, per la personalità, per il mio e il tuo. Presero a parlare in varie lingue. Conobbero la tristezza e l’amarono, ebbero sete di tormenti e dissero che la verità si raggiunge solo col tormento. Allora comparve presso di loro la scienza. Quando divennero cattivi, cominciarono a parlar di fratellanza e di umanità e capirono queste idee. Quando divennero colpevoli, inventarono la giustizia e si prescrissero interi codici, per conservarla, e per far rispettare i codici stabilirono la ghigliottina. Essi si ricordavano appena appena di ciò che avevano perduto, anzi non volevano credere di essere stati un tempo innocenti e felici. Ridevan perfino della possibilità di questa primiera loro felicità e la chiamavano un sogno. Non potevano nemmeno raffigurarsela in forme ed immagini, ma, strano e portentoso fatto: perduta ogni fede nella passata felicità, chiamata fiaba, a tal segno vollero esse daccapo innocenti e felici che si prostrarono davanti ai desideri del proprio cuore come bambini, divinizzarono questi desideri, costruirono templi e presero a innalzar preghiere alla loro stessa idea, al loro stesso «desiderio», in pari tempo credendo pienamente alla sua impossibilità e inattuabilità, ma adorandolo e venerandolo fra le lacrime. E tuttavia, se mai fosse potuto accadere ch’essi tornassero in quello stato innocente e felice che avevan perduto, e se qualcuno d’un tratto gliel’avesse nuovamente mostrato domandando se volevano tornarvi, di sicuro avrebbero ricusato. Essi mi rispondevano: «siamo pur menzogneri, cattivi e ingiusti, noi questo lo sappiamo e ne piangiamo, e per questo ci tormentiamo da noi stessi, e c’infliggiamo torture e castighi perfino più, forse, di quanto farebbe quel misericordioso Giudice che ci giudicherà e il cui nome ignoriamo. Ma noi abbiamo la scienza e per mezzo di essa ritroveremo la verità, accogliendola ormai consapevolmente. Il sapere è superiore al sentimento, la coscienza della vita è superiore alla vita. La scienza ci darà la sapienza, la sapienza ci rivelerà le leggi, e la conoscenza delle leggi della felicità è superiore alla felicità». Ecco quel che dicevano, e dopo parole siffatte ciascuno prese ad amare se stesso più di tutti, né potevan fare altrimenti…»

SVEGLIA!!!!!!!

12 Mar

“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente, durante la sua carriera, di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.

Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?

Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale.

La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.

Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.

Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.

Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito; un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.

In Italia è diventato il capo del governo.

Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.

Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.”

Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini…

VOTIAMO PER LA PERSONA GIUSTA!

“mentre affonda lo stivale, c’ha un processo da evitare…”

3 Feb

“Noi dobbiamo ribellarci!!!”

14 Lug

blog_sciopero

Il Grande Papi

28 Giu

“LA GUERRA E’ PACE – LA LIBERTA’ E’ SCHIAVITU’ – L’IGNORANZA E’ FORZA” (“1984” di George Orwell)

Sembra proprio il motto attuale di Berlusconi!
Orwell parlava di “Grande Fratello, noi possiamo parlare di “Grande Papi”.

Ci controlla. Ci comanda. Ci ridicolizza. Ci deruba. Ci mente. Ci zittisce. Continua a governare!!!

La storia è circolare: “a volte ritornano…”.

Spero che possa ritornare anche il famoso lume della ragione.

Berlusconiful!

26 Mag

Alla fine è sempre innocente, come la metti e metti riesce sempre a farla franca!!! E guarda caso, sa scegliere sempre i momenti precisi e più adatti per certe “uscite di fondaco”. Siamo alla X, almeno!, puntata di Berlusconiful. Ripercorriamole.

Prima puntata: Veronica crede ai giornali “di sinistra”. Anche lei si è fatta deviare dalle menzogne che raccontano.

Seconda puntata: Veronica, stanca delle troppe attenzioni che suo marito dedica alle altre donne (ora pure minorenni, a sua detta), dichiara pubblicamente che divorzierà da Silvio. Questi, ritenendola colpevole, stavolta non le porge pubblicamente le sue scuse (ricordiamo quanto già accaduto in passato). Non deve discolparsi da nulla.

Terza puntata: Silvio ha partecipato al 18mo compleanno di una certa Noemi, a Napoli. Misteriosi i rapporti con questa ragazzina.

Quarta puntata: Improvvisamente Silvio ricorda la distinzione tra interessi pubblici e interessi privati e invoca il SUO diritto alla privacy, ritenendo invadenti e inopportuni gli interventi dei mass media.

Quinta puntata: Silvio convoca la sua sacra famiglia per avere conforto, sostegno e consigli sinceri!

Sesta puntata: Silvio, persona coerente che invocava il SUO diritto alla privacy, colto da fulmineo Alzheimer accetta di farsi dedicare un’intera puntata di Porta a Porta, perché è giusto che il SUO popolo sappia la verità.

Settima puntata: LA SINISTRA ha creato e sta usando questa storia per buttare fango su Silvio pensando di trarne giovamento per le imminenti elezioni (LA SINISTRA!); invece tutto si trasformerà in boomerang che le si ritorcerà contro.

Ottava puntata: Colpo di scena! Appare Gino, l’ex fidanzato di Noemi per portare la sua testimonianza: Silvio e Noemi sono in contatto dal 2008. Questo rapporto riguarda loro due, la famiglia Letizia non è coinvolta.

Nona puntata: Entra in scena il devotissimo Emilio. Dice di aver ricevuto il book di Noemi e di averla “provinata” ma respinta. Sicuramente se fosse intervenuto Silvio non l’avrebbe mandata a casa, ma Silvio non si intromette in queste scelte.

Decima puntata: I colpi di scena si avvicendano. Melania, deputato del PDL, manda una lettera a Veronica esprimendo tutto il suo dispiacere per la vicenda; preoccupata per le ripercussioni che può accusare il glorioso universo femminile; invitandola al dialogo privato col marito per risolvere pacificamente la situazione.

Undicesima puntata: E’ la volta del papà di Noemi che ha deciso di confessare tutto e chiarire una volta per tutto come stanno realmente le cose. Intanto ci tiene a precisare che sua figlia è illibata! Dopodiché, smentendo la confessione di Gino, racconta la sua storiella: è stato lui a stringere rapporti con Silvio in seguito alla morte del suo primogenito. Silvio gli scrisse una lettera di suo pugno per esprimergli tutta la sua vicinanza e sensibilità. Da lì inizia la loro frequentazione sempre più stretta al punto che, quando Silvio conosce Noemi e le dice che avrebbe potuto chiamarlo “nonno”, papà Letizia ribatte: “Nonno mi sembra ingeneroso, meglio che lo chiami papi”!

Dodicesima puntata: Silvio continua a ribattere che LA SINISTRA ha montato tutta questa storia (LA SINISTRA!) e che il SUO popolo sicuramente lo sosterrà perché chi «entra in una vicenda privata per farne un caso politico è indegno».

Sicuramente la soap non finirà qua!

Il SUO popolo vuole pettegolezzi? Giustamente, da bravo “papi”, non può che soddisfarlo! Se avesse voluto veramente che questo polverone fosse stato spazzato sul nascere, semplicemente avrebbe dovuto seguire un antico motto: “Il silenzio è la miglior risposta”.

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