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PHARMA 3.0 E FARMACISTA 3.0

20 Set

Oggi in Italia, ieri nel resto d’Europa e del mondo, devo dire che la tendenza “patient/consumer oriented” dello stadio Pharma 3.0, verso cui si sta dirigendo il settore medico-farmaceutico, è ben rappresentata dalla catena di farmacie olandesi DOCMORRIS.

La filosofia con cui nasce questo franchising è quella di andare incontro alle esigenze dei pazienti/consumatori e dargli la centralità che spetta loro, offrendogli:

prodotti di qualità a prezzi inferiori;

– spazi dedicati alla presentazione di creme e alla prova di bevande vitalizzanti;

– servizio di consegna a domicilio;

– servizio di ordinazione tramite web, telefono, fax o email;

– l’introduzione della cartella clinica elettronica;

– e tanti altri servizi di prevenzione e monitoraggio dello stato di salute dei pazienti.

Questi nuovi format di farmacie, portate in Italia da ADMENTA Italia Spa, al momento insediatisi a Milano in questa estate 2010, creano una nuova concezione del luogo-farmacia: non più luogo di passaggio nell’acquisto di qualcosa (farmaci) già stabilito da qualcun altro (medici), ma “luogo di relazione” in cui il paziente/cliente diventa più consapevole, può scegliere, chiedere consigli e sapere di essere seguito da una catena (ospedale-medico-farmacista) interrelata di figure attente alla sua storia clinica.

Succede così che anche la figura del farmacista tradizionale si trasforma in quella del farmacista 3.0:

– utilizzatore evoluto degli strumenti tecnologici;

– sempre più vicino alla categoria medica;

– sempre più attento ai suoi clienti/pazienti;

trait d’union fra medici e pazienti.

PHARMA 1.0, 2.0 E 3.0

29 Lug

Chi pensasse che solo il web potesse essere 1.0, 2.0 e 3.0, beh, deve rivedere la propria credenza.

In quest’epoca digitale, sempre più tecnologica e interattiva, ogni sfera umana e ogni settore economico non potranno sottrarsi all’adeguamento web-based.

Ultimamente mi sono addentrata nello sconosciuto {se non come paziente} mondo medico-farmaceutico per sviluppare un piano di comunicazione per un’azienda farmaceutica. Il primo approccio è stato difficoltoso perché non circolano molte informazioni relativamente al rapporto fra professionisti della comunicazione e aziende farmaceutiche; si fatica a trovare case history, esperti che si raccontano e studi del settore. Ho dovuto provare tutte le combinazioni possibili di keyword e inventarmi le meno scontate per iniziare a raccogliere dati di rilievo, imbattermi in ricerche importanti e scovare qualcuno che si occupi dell’ambito con grinta, professionalità e competenza.

In effetti, le mie difficoltà sono fondate perché il mondo farmaceutico è ancora inesplorato, tranne qualche raro esploratore. Finora è stato un pianeta di poco interesse ma, da quando alcuni astronauti hanno iniziato a trovarci segni di vita, l’attenzione sta crescendo. D’altronde è impensabile che nell’era dell’esplosione della comunicazione e del digitale una qualsiasi azienda possa prescindere da questi due elementi cardine.

Nel caso delle aziende farmaceutiche, un’importante ricerca mondiale condotta dalla Ernst&Young ne traccia l’evoluzione:

– dalla concezione tradizionale product oriented 1.0 (sistema verticale, grandi volumi ed elevati profitti);

– alla fase market oriented 2.0 (diversificazione dell’offerta, decentramento strutturale e migliore gestione del ROI);

– a quella in atto di definizione consumer/patient e web oriented 3.0 (elevata attenzione al “superconsumatore”/paziente, considerazione dell’aspetto comunicativo e utilizzo degli strumenti del web).

Certo, l’Italia è sempre in coda in questi adeguamenti evolutivi.

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