Tag Archives: Comunicazione

PHARMA 1.0, 2.0 E 3.0

29 Lug

Chi pensasse che solo il web potesse essere 1.0, 2.0 e 3.0, beh, deve rivedere la propria credenza.

In quest’epoca digitale, sempre più tecnologica e interattiva, ogni sfera umana e ogni settore economico non potranno sottrarsi all’adeguamento web-based.

Ultimamente mi sono addentrata nello sconosciuto {se non come paziente} mondo medico-farmaceutico per sviluppare un piano di comunicazione per un’azienda farmaceutica. Il primo approccio è stato difficoltoso perché non circolano molte informazioni relativamente al rapporto fra professionisti della comunicazione e aziende farmaceutiche; si fatica a trovare case history, esperti che si raccontano e studi del settore. Ho dovuto provare tutte le combinazioni possibili di keyword e inventarmi le meno scontate per iniziare a raccogliere dati di rilievo, imbattermi in ricerche importanti e scovare qualcuno che si occupi dell’ambito con grinta, professionalità e competenza.

In effetti, le mie difficoltà sono fondate perché il mondo farmaceutico è ancora inesplorato, tranne qualche raro esploratore. Finora è stato un pianeta di poco interesse ma, da quando alcuni astronauti hanno iniziato a trovarci segni di vita, l’attenzione sta crescendo. D’altronde è impensabile che nell’era dell’esplosione della comunicazione e del digitale una qualsiasi azienda possa prescindere da questi due elementi cardine.

Nel caso delle aziende farmaceutiche, un’importante ricerca mondiale condotta dalla Ernst&Young ne traccia l’evoluzione:

– dalla concezione tradizionale product oriented 1.0 (sistema verticale, grandi volumi ed elevati profitti);

– alla fase market oriented 2.0 (diversificazione dell’offerta, decentramento strutturale e migliore gestione del ROI);

– a quella in atto di definizione consumer/patient e web oriented 3.0 (elevata attenzione al “superconsumatore”/paziente, considerazione dell’aspetto comunicativo e utilizzo degli strumenti del web).

Certo, l’Italia è sempre in coda in questi adeguamenti evolutivi.

MARKETING E COMUNICAZIONE MEDICO-FARMACEUTICI

1 Lug

Esistono strumenti, tecniche, strategie ad hoc per curare l’immagine, le relazioni, i prodotti e le promozioni di un’azienda farmaceutica?
Ci sono dei mezzi più appropriati di altri?

Basta un’ottima comunicazione?

5 Mag

In questi giorni sono stata illuminata dalla lampadina di Archimede: le grandi aziende, le multinazionali non sarebbero ai vertici dei loro mercati di riferimento se non avessero i Professionisti della Comunicazione e del Marketing che hanno.

Grazie ai messaggi e alle campagne promozionali che questi Professionisti riescono a elaborare hanno raggiunto le vette.

Conoscitori dei pregi e difetti, dei punti di forza e di debolezza, dei bisogni espressi e (soprattutto) latenti dell’essere umano, sanno indurre all’acquisto milioni di persone; oggi e domani, nonostante tutto. Sanno creare nell’uomo quell’aspettativa e quel desiderio che lo spingono, alla fine della fiera, a farsi fregare.

Prendiamo Conto Arancio (non è un esempio a caso, ma fatto vissuto in prima persona) ritornato sulla scena in modo prorompente, accattivante e seducente con la nuova pubblicità che sta impazzando in tv e per le città. Bene, mi son fatta abbindolare e ho ceduto all’apertura di questo miracoloso e insostituibile conto arancio. Per ridurre i tempi (mia illusione!) ho consegnato brevi manu tutta la documentazione. Povera me, ancora prima di aprirlo una serie di problematiche: continuavano a mandarmi sms per contattarli (non dovrebbero essere loro a contattare i clienti!?!?!?) e, ovviamente, l’uno non sapeva che l’altro mi aveva già parlato 5 minuti prima e non si sapeva dove cavolo fossero finiti i documenti consegnati in sede; inoltre mi chiedevano ulteriori documenti che chi mi accolse non mi aveva richiesto. Naturalmente ho chiesto subito la chiusura prima ancora dell’apertura!

Può reggere una valida comunicazione se non è seguita e supportata da un operativo competente, organizzato, che lavori con professionalità e omogeneità?

Quanto?

Digitale vs Cartaceo

28 Apr

È un argomento che seguo e mi segue. Ultimamente ho anche creato un sondaggio per sapere cosa ne pensate, e direi che la credenza è comune: non c’è una sfida fra questi supporti, mezzi e strumenti Il sondaggio si riferisce a oggeti specifici: il libro e i cataloghi aziendali; ma mi sento di estendere il quesito ai due mondi in generale.

Non è ancora arrivato il momento di accompagnare il carro funebre del cartaceo, anzi! Attualmente è totalmente integrato con il digitale; l’uno fa continuamente richiamo all’altro. Quotidianamente ne ho conferma guardando i manifesti e tutte le forme di comunicazione visiva da pareti che mi circondano.

Ultimamente sono stata particolarmente colpita dalle affissioni pubblicitarie di due marche in particolare:

– Samsung che nella pubblicizzazione dei suoi televisori riporta tutte le icone dei social network in cui poterla trovare;

– Microsoft che pubblicizza il suo browser, Internet Exporer.

Quest’ultima è, a dir poco, sconvolgente! Hanno preso una serie di parole (riservatezza, protezione, ecc.) alle quali hanno tolto la “e” di Explorer, per comunicare che senza di essa i nostri figli non navigherebbero in sicur_zza, che i nostri dati non avrebbero la dovuta ris_rvatezza, e così via. Non voglio allontanarmi dall’argomento principe di questo post: digitale vs cartaceo.

Bene, direi che la comunicazione visiva della Microsoft non potrebbe essere dimostrazione più lampante del fatto che il digitale ha ancora bisogno del cartaceo, che entrambi si integrano e si completano.

Ciò perché non è affatto vero che tutti possediamo un pc e una connessione a internet, anzi è vero il contrario. Molte persone, dai giovanissimi agli adulti, non hanno questi strumenti e hanno poca familiarità con essi, il loro linguaggio e il loro utilizzo. Non a caso si parla di analfabetismo digitale, una problematica che andrebbe affrontata rapidamente dalle istituzioni a tutti i livelli.

Anche l’asfalto può comunicare!

31 Mar

Favolosa inziativa e idea della New Big Idea; qualcosa di veramente originale.

Avete in mente la strada che percorrete tutti i giorni con il vostro mezzo di trasporto, i parcheggi in cui posteggiate il vostro mezzo e le strisce pedonali che attraversate tutti i giorni?

Bene, abbassate gli occhi perché da oggi hanno qualcosa di importante da dirvi! Proprio così!


Se abbiamo dimenticato a chi si dà la precedenza, cosa significhi un certo segnale stradale e simili: troveremo le risposte proprio sotto ai nostri occhi, senza neanche dover sforzare la vista. 😀 Fantastico, non trovate? Io si!

Mi auguro che la strada possa dirci anche cosa sia legale e cosa illegale, come si rispetti la società in cui viviamo. 🙂

Un’altra cosa che mi auguro è che non finisca col diventare un ennesimo spazio pubblicitario fine a sé stesso!!

Internet, premio nobel per la pace!

19 Nov

Science for peaceNavigo in acque virtuali quando mi imbatto in questa notizia: Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, vuole proporre la candidatura di internet al premio nobel per la pace 2010.

Alter ego: “Internet… chi?”

Io: “Dai, starai scherzando! Non sai chi è internet? Quel tipo dai mille volti e i mille colori! Un po’ meccanico nelle sue relazioni; a volte ingestibile, ribelle. Sempre a disposizione di tutti, nel bene e nel male. Ora hai capito?”

Alter ego: “Scusa, eh, ma non ne sono sicura. Internet, cioè il computer? Una scatoletta di chip, microchip, schede grafiche, schede video… Non scherzare! Non è possibile! Non è un essere umano!”

Io: “Proprio lui. Un signore vuole proporne la candidatura. Dice che sia un’arma di costruzione di massa e per questo va riconosciuto e premiato.”

Alter ego: “Un’arma??? Vuole proporre la candidatura di un essere inanimato definito arma? Ma l’arma ha un’accezione negativa nell’immaginario, nel vocabolario collettivo; e la candidiamo al premio nobel per la pace? Con le armi si uccide!”

Io: “Non so che dirti! Hai ragione. Magari pensano che siano elementi trascurabili se ci si concentra sul fatto che internet è utilizzato da miliardi di esseri umani per comunicare, collaborare, condividere, costruire, progettare. Credo sia l’unica spiegazione valida e condivisibile. Comunque è proprio quello che vogliono fare. E, a quanto pare, ne parleranno in occasione del progetto Science for peace, nato su iniziativa del dott. Veronesi. Un evento di portata mondiale che vedrà la partecipazione di premi nobel in carne e ossa e di personalità di spicco dei più svariati settori. Un appuntamento molto importante e interessante!”

Alter ego: “Boh! Allora non ci resta che fare un sopralluogo e approfondire l’argomento.”

Io: “Credo proprio di si!”

(frammento di dialogo col mio alter ego)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: