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Buon Natale

25 Dic

Lo dico senza provocazioni: che cosa ha di intrinsecamente speciale, questo giorno? Nulla. Dura di più? Ci sono due soli? Nevicano monete d’oro? No, nulla.

Eppure, è un giorno speciale, perché noi lo raccontiamo (e ce lo raccontiamo) in modo speciale. Cerchiamo di essere più gentili, scegliamo magari il vestito migliore, apriamo una bottiglia costosa, scriviamo messaggi di affetto, applichiamo su di noi lo sforzo cosciente di stare bene, o stare meglio.

Natale, al di là del suo simbolismo religioso sul quale sorvolo, o delle sue implicazioni commerciali, sulle quali parimenti sorvolo (tanto, sparare sul Natale come festa del consumo è sport nazionale e non richiede chissà quale intelletto fino), è l’esempio concreto del tipo di risultati che possiamo ottenere usando bene il cervello.

A Natale usiamo parole diverse. Scegliamo abiti in base all’umore che vorremmo avere e non all’umore che abbiamo. Applichiamo principi di intelligenza ambientale utilizzando stoviglie di lusso e circondandoci di colore ed elementi che stimolino gioia, ci concentriamo per cambiare il nostro umore.

Natale è magico perché ci ricorda il potere della storie, e del nostro cervello. È un corso in miniatura su tutto quello che possiamo fare per gestire al meglio la nostra vita.

Il vero regalo è questo: scoprire che abbiamo più potere di quel che spesso ci fanno credere. Quale che sia la trama che hanno scelto per noi, noi possiamo comunque e sempre scrivere la sceneggiatura.

Invece di augurarvi Buon Natale, allora, vi auguro conoscenza, così che possiate vivere tutti i giorni di Natale che vi pare, anche ad agosto. – Paolo Borzacchiello

Futuro e/è paura.

22 Dic

Pensavo a quanto siamo strani, noi esseri umani.

Ci lamentiamo.

Ci stufiamo.

Ci arrabbiamo.

Poi troviamo qualcuno che ci fa stare bene, con cui ci divertiamo, con cui condividiamo la stessa voglia di leggerezza e…. PUF! SCIÒ!

Ce ne sbarazziamo.

Perché?

Perché le cose cambiano.

Le relazioni cambiano.

Magari ci si era approcciati in un modo, ma poi nel normale fluire delle comunicazioni qualcosa è cambiato.

Allora la nostra rigidità riaffiora e decidiamo che, invece di accogliere il cambiamento, è meglio rompere.

Siamo così, noi esseri umani: bravi a rompere più che a costruire.

Perché, in fondo, siamo esseri timorosi.

I cambiamenti ci spaventano.

I sentimenti ci spaventano.

Le emozioni ci spaventano.

I rapporti ci spaventano.

Le decisioni ci spaventano.

Iniziamo a fantasticare nelle nostre menti e, senza condividere ciò che immaginiamo, decidiamo che è meglio perdere ciò che di bello c’è, abbiamo.

Perché di quello si tratta: fantasticherie su un futuro che non esiste e che non sappiamo come sarà.

Ci priviamo del bello che il presente ci offre per paura di un futuro ignoto.

Siamo strani, noi esseri umani. O dovrei dire, noi adulti.

Perché i bambini, loro sì che sanno come si vive.

Il passato e il futuro per loro non esiste.

Esiste il presente, l’attimo che stanno vivendo. Niente di più.

Nessun problema su cosa succederà dopo.

Nessuna paura su come andranno le cose.

Solo la gioia, la cura, l’attenzione e la gratitudine di vivere il momento.

Si dice sempre che i bambini hanno tanto da insegnare, ed è proprio così.

Noi adulti, invece, quanto siamo complessi.

Linguaggio ALF

5 Nov

Sono solo all’inizio del libro di cui sto condividendo la citazione.

Più che una citazione, una pratica bella e buona.

Il libro mi sta entusiasmando.

Ogni parola, ogni frase, ogni periodo sono colmi di insegnamenti, di riflessioni, di praticità.

La praticità è la parte che mi sta facendo apprezzare molto il testo perché in genere i testi che ho letto riguardanti le tematiche di crescita personale sono più teorici che pratici.

Ho scoperto Paolo Borzacchiello da poco e finora lo consiglio vivamente.

Io credo nel potere delle parole e lui lo esprime egregiamente.

DIRECT MARKETING

18 Ott

Che dire? Ben poco.

Non è ancora tempo di accompagnare il carro funebre del direct marketing.

Tanta carta, una lettera personalizzata e addirittura una penna con l’intestazione dell’azienda.

Ricevere, inaspettatamente, qualcosa del genere fa sicuramente più effetto di un’email “fredda” e impersonale.

Qui tocchi con mano! Ti senti considerato in prima persona, non un numero fra tanti.

FIUMI DI… COUPON PER TUTTI!!!

12 Gen

Mi ritrovo a leggere un articolo d’oltreoceano e mi chiedo: “Come ho fatto a non pensarci prima, io che sono contraria alle strategie (lotte) di prezzo?!”

L’analisi attenta e realistica dell’autrice è perfettamente rapportabile all’andamento dei nostri mercati, al comportamento della maggior parte delle aziende: sommergerci di sconti, coupon, promozioni che, lei stessa azzarda, si sono trasformati in una droga sia per le aziende sia per i clienti. E la droga, si sa, uccide!

Proprio ieri, passeggiando per le vie di Milano, mi sono stupita vedendo che addirittura anche le farmacie stiano intraprendendo la politica degli sconti, sui  medicinali!! Altro che liquidità baumaniana!

Visto che tutti abbocchiamo all’amo, mi vien da pensare che ancora non abbiamo realizzato quanto ha esposto chiaramente Laura Ries. Lei si sofferma, soprattutto, sui danni che la politica aziendale di prezzo può provocare sul brand; in particolare, critica la multinazionale Groupon (anche in Italia si sta facendo strada) che avrebbe e starebbe innescando e diffondendo tale convinzione. Io ritengo che questa analisi dovrebbe illuminarci anche in quanto clienti e portarci a rivedere il nostro “comportamento d’acquisto”.

Domanda per il consumatore: “Dietro a tutte queste promozioni si nasconderanno “prezzi pieni” elevati?”

Domanda per il responsabile aziendale: “Starai rischiando di intaccare l’immagine del tuo brand?”

DIVERSAetnem

23 Set

“Immagina cinque scimmie dentro una gabbia. Appendi una banana a una corda dentro la gabbia e piazza una scala al di sotto. Poco dopo una scimmia si avvicina alla scala con l’intenzione di raggiungere la banana. Appena la scimmia tocca la scala, tutte le altre scimmie vengono spruzzate con acqua gelata. Dopo un po’, una seconda scimmia fa un altro tentativo con il medesimo risultato: tutte le scimmie vengono spruzzate con acqua ghiacciata. Ben presto, non appena una delle scimmie tenta di salire sulla scala, le altre cercano di fermarla.

Ora, elimina l’acqua fredda. Togli una delle scimmie dalla gabbia e sostituiscila con un’altra. La nuova scimmia vede la banana e vuole salire la scala. Con sua sorpresa tutte le altre scimmie l’attaccano. Dopo un altro tentativa e un altro attacco, capisce che se prova a salire la scala sarà assalita.

Successivamente, togli dalla gabbia un’altra scimmia del gruppo originario e fanne entrare un’altra al suo posto. La nuova arrivata si avvicina alla scala e viene attaccata. La penultima entrata prende parte alla punizione con entusiasmo.

Ancora, sostituisci una terza scimmia. La nuova va alla scala e viene attaccata. Due delle quattro scimmie che l’aggrediscono non hanno idea del perché non le permettano di salire le scale o del perché partecipino all’attacco contro l’ultima arrivata.

Rimpiazzando anche la quarta e la quinta scimmia, tutte le scimmie che sono state spruzzate con l’acqua gelata saranno state rimpiazzate. Ciononostante, nessuna scimmia si avvicina più alla scala.

Perché?

Perché, per quanto ne sanno, è sempre stato così.

Non fare come le scimmie. Sfida tutti gli assunti.” (Michael Michalko)

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