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Words and pictures

20 Feb

Contano di più le immagini o le parole?

Accettare di essere imperfetti e fallibili?

Credere nelle proprie capacità?

Nutrirsi di stimoli continui?

Unire o dividere?

Corri a guardarlo perché è un film meraviglioso: Words and pictures.

Chi non risica…

25 Dic

Quella mattina si era alzata carica di energie e fantasticherie.

Lei è così: pazzamente intraprendente.

Decise che quel fine settimana era perfetto per andarlo a trovare.

Non importava quanto fossero distanti, quante ore li separavano: lei aveva deciso.

E quando lei decide, deve agire. Andrà come andrà.

“Prepara due calici, io sto arrivando.” gli mandò questo primo messaggio.

“Ok, accendo anche il fuoco.” le rispose.

“Wow! Si prospetta una serata interessante.”

La aspettava un viaggio di 5 ore.

A Dorotea piaceva guidare e andare.

A volte lo faceva anche senza una meta precisa, solo per il bisogno e il piacere di scoprire posti nuovi e creare nuove connessioni.

Ovunque andasse le succedeva sempre qualcosa di magico, di inaspettato e di divertente.

Incontrava persone che la arricchivano.

Esplorava posti sconosciuti da cui traeva nuovi input.

Durante il viaggio attraversò zone di pioggia, zone di sole, zone di nebbia.

Così come un giorno tutto scorre alla perfezione; un altro giorno alcune cose vanno storte; un altro ancora ti sembra di non vedere il domani.

Viaggiare è la metafora della vita, per lei.

Fece una sosta e gli mandò un altro messaggio: “Sei pronto ad accogliermi?”

“Certo. Preferisci rosso o bianco?”

“Rosso, of course!”

Naturalmente erano messaggi vaghi, giocosi come nel loro stile. Lei, però, sperava che in lui si insinuasse il dubbio che forse ci potesse essere un fondo di verità.

Si rimise in viaggio accompagnata dalla sua musica.

La musica era la sua linfa vitale: ascoltava (quasi) ogni genere musicale. Per via del suo temperamento, preferiva ritmi che la facessero scatenare e cantare a squarciagola.

Adorava ammirare lo scorrere e il mutare dei paesaggi assieme alle variazioni di sfumature del cielo.

Dorotea pensa che la natura sia un’opera d’arte che mai nessun artista potrà riprodurre o eguagliare.

Per carità, ci sono artisti che ti tolgono il fiato, ma le loro sono creazioni fisse e morte su una tela. Sì, certo, vivono in chi le contempla e per il messaggio che veicolano, ma sono imprigionate in una tela e solo in pochi possono godere del loro spettacolo.

La natura è un’opera d’arte viva e fatta di vita. Si offre alla vista di chiunque (sappia coglierla). Mutevole nel giro di pochi secondi, ti lascia sempre con lo stupore negli occhi e nel cuore.

E ti vengo a cercare, anche solo per vederti o parlare…

Le parole di quel genio di Battiato cascavano a pennello.

“Sono quasi arrivata. Spero che dopo questo gran viaggio mi riserverai un’accoglienza di tutto rispetto. Dove ci incontriamo?”

“In un posto un po’ nascosto, dove non ci possano vedere.”

“Non mi credi, vero?”

“Dove sei?”

“A 15 minuti da Follia.”

“Mi sa che ti toccherà fare un altro viaggio perché io sono a 60 minuti da Follia!”

“Non tornerai?”

“Tornerò dopodomani.”

“Ottimo! Sono una donna fortunata.”

“Mi dispiace.”

“Pazienza, vuol dire che doveva andare così. Chi non risica, non rosica.”

In quel momento Dorotea si trovava in terra straniera, un po’ smarrita.

Decise di telefonare a sua cugina.

“Che ne pensi dei colpi di testa? Mi sa che il mio primo colpo di testa è stato quello di nascere. Ridi?”

Iniziò la telefonata con quelle parole e sua cugina scoppiò a ridere.

“Dorotea, ma che stai dicendo?”

“Gioia, sto dicendo quello che ho detto. Che altro se no?”, Dorotea le rispose con un tono tra lo scocciato e l’ironico.

“Stamattina mi sono svegliata con un pallino in testa: devo andare a trovarlo. È il mio weekend libero, mi sento in forma e positiva: se non ora quando? Così mi sono fatta coraggio e mi sono detta: o la va o la spacca! Mi sono messa in macchina e… Via!”

“Ma che stai dicendo? A lui l’avevi avvisato? Dove sei adesso?”

“Eh, Gioia, ti pare che lo avvisavo?! Sono partita all’avventura. Mi conosci, sai che non amo progettare. Preferisco vivere l’imprevedibilità della vita.”

E fra sé e sé pensò: “E prendermi i calci in faccia che mi riserva. Però mi so difendere abbastanza bene. In fondo, me li vado anche a cercare.”

Queste riflessioni le tenne per sé.

“Quindi ora sei nella sua città? Spiegami…”

“Sì, è andata così. Ho deciso di avventurarmi. Strada facendo ho iniziato a mandargli dei messaggi in cui gli dicevo che si doveva preparare al mio arrivo. Certo, l’ho messa un po’ sullo scherzo, ma dandogli degli indizi concreti. Che, però, lui non ha colto.”

“E lui?”

“Lui mi ha tenuto un po’ il gioco. Figurati se credeva che ci stessi andando davvero?”

“Quindi sei a 5 ore da casa tua, sono le nove di sera e non hai un posto dove passare la notte? Dorotea, sei una matta da legare!”

Scoppiarono a ridere contemporaneamente.

“Beh, se la metti così sembra una situazione tragica!”

“Non lo è? Cosa pensi di fare? Dormi in macchina?”

“Potrebbe essere un’idea.” le rispose in tono scherzoso.

Poi aggiunse: “Ho un paracadute di scorta: mi fai così sprovveduta?”

“Ah! Me lo auguro per te. Soprattutto, spero che ti si apra” le disse in tono sarcastico.

“Lascia fare a me. Stacco. Ti aggiorno.”

Dorotea chiuse la telefonata con sua cugina perché doveva attivare il piano di emergenza.

“Ciao, sono Dorotea. Come stai?”

“Ciao Dory, che piacere sentirti. Bene, grazie. E tu?”

“Sperduta!” e si mise a ridere. “Sono a Follia. Non te lo aspettavi, vero? Stamattina avevo voglia di fare strada e, guida guida, sono arrivata fin qui. Tu dove sei?”

Dall’altra parte della cornetta ci fu un attimo di silenzio.

Poi… “Certo, guida guida… Dorotea! Vivi a 5 ore da qui! A chi vuoi darla a bere?”

“Effettivamente qualcosa da bere mi ci vorrebbe proprio. Mi offri da bere?”

Dorotea era un’abile acrobata nel giocare con le parole ribaltando gli scenari per portarli dalla sua parte.

“Sei la solita ruffiana raggiratrice! Come faccio a dirti di no? Anche se te lo meriteresti. Vieni, stappo la bottiglia.”

Cracking art

19 Nov

“Perchè delle chiocciole di color fucsia, di grandi dimensioni, a spasso per la città? Perchè abbiamo bisogno di giocare con la città per costruirla idealmente, mentalmente per rompere l’ovvietà del nostro quotidiano urbano e per riscoprire l’esperienza dell’attraversamento urbano, del suo paesaggio. Abbiamo scelto le chiocciole perchè rappresentano con il linguaggio dell’arte contemporanea tre metafore: la prima riguarda l’ascolto per via della “forma” delle chiocciole che ricorda l’orecchio umano; la seconda l’abitare perchè questo simpatico animale si porta con sè la propria casa; la terza concerne l’attualità tecnologica del segno grafico che rimanda alle comunicazioni in Rete. Infine, il progetto Re-generation di Cracking Art Group racchiude un ulteriore importante valore: le chiocciole sono fatte di plastica riciclabile. E questo vuol dire lasciare una traccia artistica sul territorio metropolitano in favore di un approccio all’ambiente eticamente responsabile”. Massimiliano Finazzer Flory, Assessore alla Cultura del Comune di Milano.

Davvero suggestiva quest’installazione. E molto interessante i messaggi veicolati tramite questi simpatici animaletti. 🙂

Artiturismo

7 Mag

La Grande Parete

La Grande Parete

I miracoli possono sempre avvenire!

L’altro giorno seguivo il telegiornale e, IN-CRE-DI-BI-LE!!!, hanno annunciato una notizia positiva, costruttiva e originale; in mezzo a morti per svariati motivi, a liti per chi deve detenere il potere, alla nuova soap opera italiana “Berlusconiful” (concedetemela), hanno introdotto un servizio davvero interessante: “Nasce l’artiturismo”.

Arti-turismo, la parola lascia già intuire qualcosa!

Per spiegarlo hanno intervistato Fausto Roma, uno scultore davvero alternativo, che ha trasformato la sua passione e predisposizione naturale in una vera e propria missione di vita (egli stesso nell’intervista si è definito una sorta di alchimista).

E come donarla e condividerla se non tramite la realizzazione di un artiturismo?

Saziare la fame di chiunque voglia imparare un’arte, voglia guardare un artista all’opera, voglia immergersi nella quiete della natura con un piatto unico!

Il diverso sciocca

28 Apr

Futur-pallaNon voglio star qui a entrare nel merito dell’azione (una trovata politica, pubblicitaria, promozionale,… non importa in questo contesto) ma vorrei ragionare con voi sulla reazione.

Un anno fa Cecchini inondava piazza di Spagna con migliaia di palline colorate, trasformando per piacevoli attimi la sua scalinata in una sorta di luna park: vivace, divertente e, perché no, “liquida”. Arte viva!
Eppure il gesto sembra aver urtato la cecità e l’avversione al “diverso”; così la giustizia italiana ha investito un anno del suo prezioso tempo in una causa contro l’autore di un gesto artistico e i suoi “collaboratori”, arrivando pure a infliggere una condanna ciascuno.

Avrà pure ostacolato il pubblico servizio, ma quando il pubblico servizio si ostacola da sé, chi viene condannato??? Solo noi poveri pendolari che al mattino ci alziamo per andare a prendere uno dei primi mezzi di trasporto pubblico che ci porterà a lavoro e scopriamo che, se va bene, arriveremo in ritardo (e non sto qui a dire le possibili conseguenze che ne derivano e/o le situazioni imbarazzanti che si creano; che in tanti conosciamo)!!

E poi, spero sarà stata una divertente interruzione del pubblico servizio, almeno per una volta. Vi immaginate che spettacolo stravagantemente incantevole sarà stato assistere al precipitarsi di queste innumerevoli palline colorate dalla scalinata di piazza di Spagna, immersi nella storia romana?! 🙂


Beh, io che professo la fede de Il mondo è bello perché è vario, io che amo la diversità e che mi sciocco davanti all’omologazione, non potevo tralasciare questo avvenimento. Dimostrativo del fatto che appena accade qualcosa di anomalo, inconsueto si reagisce spesso negativamente. Nel XXI sec. non si riesce ancora ad apprezzare il “diverso”; ne abbiamo prove lampanti solo lanciando uno sguardo fulmineo al mondo, su temi molto più importanti di una cascata di palline colorate che per poco tempo ha rotto con il tram tram quotidiano. Fortunato chi ci si è trovato!

“un’azione non violenta, che uccide violentemente il cervello di qualcuno” (Cecchini)

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