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“La cultura cura”

10 Giu
“Se spesso la psicologia sottolinea le cause famigliari dell’angoscia, la componente culturale ha altrettanto peso, perché la cultura è la famiglia della famiglia. (…) La cultura cura. Se è vero, le famiglie imparano a curarsi; lotteranno meno, ripareranno di più, feriranno meno, ameranno di più.” (“Donne che corrono coi lupi” – Clarissa Pinkola Estés)
Mi allaccio a ciò che ho letto nel libro su citato per parlare un po’ della cultura; di questa famiglia, come la definisce l’autrice, che oggi sembra non riuscire ad accudire correttamente i suoi innumerevoli figli, o, dovrei dir meglio, sembra non riuscire a educarli nel modo migliore. O sono i figli che l’hanno abbandonata e non seguono più i suoi insegnamenti? Mi pongo, e vi pongo, questa domanda.
Innanzitutto, io credo di rintracciare proprio nello sgretolamento di questa famiglia le fragili fondamenta della società moderna, la perdita dei sani principi, l’eccessiva debolezza umana di fronte ai problemi e alle tentazioni, l’esasperazione della materialità contro la spiritualità, la spettacolarizzazione della (finta) politica, la prevaricazione del peggio sul meglio.
Sicuramente è più facile abbandonarsi al dilettevole ma senz’altro non è più costruttivo.
La cultura richiede impegno, dedizione, sacrifici, un po’ di rigore morale. Forse sono questi gli aspetti che l’hanno resa un po’ ostica ai suoi destinatari, allettati dalla comodità della vita superficiale.
Magari questa grande e importante famiglia dovrebbe provare a rivedere il suo modo di educare per adeguarlo ai figli attuali: in comunicazione si dice, genericamente, che se il destinatario non ha compreso bene il messaggio inviato, il mittente deve riformularlo per adattarlo al linguaggio e al canale prediletti dal ricevente. Se la cultura riuscisse in questa impresa, credo che pian pianino la condizione attuale della società potrebbe migliorare: evolvere anziché involvere!
Si, perché, come dice Ligabue, “la cultura ti alza la voce“!
Purtroppo le statistiche contano sempre più analfabeti o illetterati nel nostro paese, tanto che si parla di “analfabetismo di ritorno”. E’ ovvio che in un tale contesto, chi sta al potere fa quel che vuole impunemente e probabilmente gli fa pure comodo che la situazione resti immutata. E dilagano la mafia, la droga, la prostituzione, la corruzione, il gioco d’azzardo, gli omicidi e i suicidi, le violenze, l’illegalità, le ingiustizie…
Un antico detto recita: “Bisogna morire con gli occhi aperti”. Giustissimo! Bisogna essere sempre vigili in questa vita; ogni disattenzione si paga cara. Non dobbiamo rimanere inermi; dobbiamo agire e reagire con senno e sapienza. Affinché questo accada, occorre che ognuno di noi acquisisca consapevolezza. La consapevolezza si può acquisire tramite la cultura, la conoscenza, il sapere. Virtuosa_mente possiamo liberarci dall’ignoranza e da chi fa perno su questa.

Digitale vs Cartaceo

28 Apr

È un argomento che seguo e mi segue. Ultimamente ho anche creato un sondaggio per sapere cosa ne pensate, e direi che la credenza è comune: non c’è una sfida fra questi supporti, mezzi e strumenti Il sondaggio si riferisce a oggeti specifici: il libro e i cataloghi aziendali; ma mi sento di estendere il quesito ai due mondi in generale.

Non è ancora arrivato il momento di accompagnare il carro funebre del cartaceo, anzi! Attualmente è totalmente integrato con il digitale; l’uno fa continuamente richiamo all’altro. Quotidianamente ne ho conferma guardando i manifesti e tutte le forme di comunicazione visiva da pareti che mi circondano.

Ultimamente sono stata particolarmente colpita dalle affissioni pubblicitarie di due marche in particolare:

– Samsung che nella pubblicizzazione dei suoi televisori riporta tutte le icone dei social network in cui poterla trovare;

– Microsoft che pubblicizza il suo browser, Internet Exporer.

Quest’ultima è, a dir poco, sconvolgente! Hanno preso una serie di parole (riservatezza, protezione, ecc.) alle quali hanno tolto la “e” di Explorer, per comunicare che senza di essa i nostri figli non navigherebbero in sicur_zza, che i nostri dati non avrebbero la dovuta ris_rvatezza, e così via. Non voglio allontanarmi dall’argomento principe di questo post: digitale vs cartaceo.

Bene, direi che la comunicazione visiva della Microsoft non potrebbe essere dimostrazione più lampante del fatto che il digitale ha ancora bisogno del cartaceo, che entrambi si integrano e si completano.

Ciò perché non è affatto vero che tutti possediamo un pc e una connessione a internet, anzi è vero il contrario. Molte persone, dai giovanissimi agli adulti, non hanno questi strumenti e hanno poca familiarità con essi, il loro linguaggio e il loro utilizzo. Non a caso si parla di analfabetismo digitale, una problematica che andrebbe affrontata rapidamente dalle istituzioni a tutti i livelli.

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