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Succede

12 Lug

Succede

Di volare

Su luoghi stantii

Su luoghi logori

Dove il tempo sembra essersi fermato

E impari che

Tutto passa

Niente resta

Siamo anime in volo

Su una vita

Volubile.

La scelta

4 Lug

Un detto conosciuto dice: la vita è questione di scelte. Se non scegli tu, sarà lei (o qualcun altro) a scegliere per te.

Sapori

2 Lug

Dolce

In bocca

Amaro

Nel cuore

Una giornata al bosco

3 Giu

Ognuno ha il proprio modo di rigenerarsi e ricaricarsi.

Dorotea ama stare all’aria aperta, assorbire raggi solari ed entrare in simbiosi con la natura.

Come?

Andando a camminare per i boschi, per esempio.

La giornata si prestava benissimo: sole splendente e cielo azzurro, che non sembrava neanche un giorno di autunno.

“Ehi Dorotea, che si fa? Ti andrebbe questo percorso? Io non l’ho mai fatto ma deve essere bello.”

“Ma sì, certo. In qualche modo si farà.”

La vena avventurosa di Dorotea aveva iniziato a pompare piena di grinta.

Tuta, scarpe… “Eh, sì, devo decidermi a comprare le scarpe da trekking. Speriamo che, dopo 4 ore di camminata con queste scarpe, i piedi non mi abbandonino.” si disse tra sé e sé.

“Ti passo a prendere verso le 11, ok?”

“Ottimo. Ti aspetto sotto casa.”

Dorotea andò giù e trovò il suo papino acquisito, la sua nonnina acquisita e un paio di persone che si scambiarono durante la sua breve attesa.

“Allora, dove scappi stamattina?” le chiese il papino acquisito, ribattezzato Nonno Lori.

“Eh! Vado a perdermi nei boschi.”

“Dove vai?” le domandò stupefatto.

“Vado a fare l’esploratrice. Mi stanno venendo a prendere…” e mentre pronunciava quelle parole arrivò Camilla, la sua amica.

Mentre la macchina si accostava, Nonno Lori con sguardo sospetto si abbassò per vedere chi fosse seduto al volante.

“È una donna.” gli disse Dorotea. “Va bene?” aggiunse ridendo.

“Ok, ok.” rispose Nonno Lori.

E si misero tutti a ridere.

E mentre Dorotea entrava in macchina disse al suo papino acquisito: “Tenga il cellulare a portata di mano che se ci perdiamo le mando un SOS.” e gli fece l’occhiolino.

Camilla mise in moto e partirono per l’avventura.

Arrivarono nel punto in cui andava lasciata la macchina e iniziarono la loro camminata.

Dopo i primi metri Camilla indicò a Dorotea una bottega: “Lì fanno panini farciti con affettati e formaggi di qualità. È famosa, la conosci?”

“No, non ne ho mai sentito parlare.”

Era proprio una di quelle botteghe di una volta: un concentrato di bontà in pochi metri quadrati.

In genere all’interno trovavi una signora di età avanzata – la nonnina di tutti – pronta a servirti.

Anzi, le fece tornare alla mente la giovane Dorotea, nella sua terra natia, che andava dalla sua bottegaia di fiducia per fare la merenda col solito panino a spirale farcito con sgombro e l’unica, inimitabile e gustosissima giardiniera che l’anziana proprietaria preparava con molta cura con le sue sapienti e amorevoli mani.

“Sai che ti dico? Al ritorno mi sa che facciamo pit-stop qui!” disse a Camilla mentre si accarezzava la pancia.

Camilla aveva il percorso sotto mano che prevedeva il passaggio su dei binari abbandonati e delle gallerie, molto famoso tra gli escursionisti.

Come ogni strada che si possa percorrere concretamente o in senso spirituale, si arriva sempre a un bivio: da che parte andare?

“MI DIRESTI, PER FAVORE, DA CHE PARTE DOVREI ANDARE DA QUI?”, CHIEDE ALICE.
“DIPENDE MOLTO DA DOVE VUOI ARRIVARE”, DICE IL GATTO.
“NON MI INTERESSA MOLTO DOVE”, DICE ALICE.
“ALLORA NON IMPORTA IN CHE DIREZIONE VAI”, DICE IL GATTO

Un po’ smarrite come Alice, scelsero una direzione e, ovviamente, fu quella sbagliata, perché dopo 5 ore di camminata neanche una piccolissima traccia di binari e gallerie.

Poco male, erano di nuovo davanti alla bottega e due fette di pane fresco con affettati locali tagliati a mano furono il completamento di una giornata prelibata a tutto tondo.

Vola. E portalo in alto.

31 Mag

Finalmente una giornata di relax.

Aveva corso in qua e in là per tutta la settimana.

La testa era in continuo fermento: progetti, proposte, decisioni.

Anche mentre dormiva la sentiva, la mente, elaborare pensieri.

Indossò il suo due pezzi floreale, prese il telo etnico, montò sulla sua inseparabile bici e pedalò alla volta del parco più vicino a casa.

Un centinaio di pedalate, una salita, una discesa e Dorotea arrivò a destinazione.

Quel giorno si era svegliata col cuore trasbordante di gratitudine.

Sentiva di essere davvero molto fortunata e aveva bisogno di un po’ di contatto con la natura per ringraziare la vita.

Stese il telo sul verdeggiante prato che l’avrebbe accolta per un po’ di ore.

C’era una pace meravigliosa.

Gli uccellini cinguettavano.

Mancava solo il gorgoglio dell’acqua, e sarebbe stato tutto super perfetto.

Si tolse i vestiti e si distese sul telo.

Il sole, oh, il sole!

Che calore!

Che luce!

Che potenza!

Chiuse gli occhi e si concentrò sul suo respiro.

Sentiva l’aria tiepida entrare e uscire dalle narici, assieme all’odore di erba fresca appena tagliata e di gelsomino, che le ricordava la sua amata nonnina.

Seguiva con le mani il gonfiarsi e sgonfiarsi dell’addome.

Si stava rilassando.

Gradualmente sentiva ogni muscolo del suo corpo rilassarsi, abbandonare al suolo tutte le tensioni.

Rimase così qualche minuto, poi contò fino a 20 e riaprì gli occhi.

La prima cosa che vide fu lo sconfinato cielo azzurro con delle pennellate bianche sparse.

In quel momento una meravigliosa farfalla color oro si posò sul suo telo.

Dorotea le si avvicinò delicatamente, si guardarono negli occhi e le confidò un segreto.

Dopodiché le disse: “Vola. E portalo in alto.”

La farfalla spiegò le ali e leggiadra si alzò in volo, fece due piccole circonvoluzioni attorno a Dorotea e si allontanò.

Tempo di musica

14 Gen

Che sia un lutto, che sia una separazione… certi distacchi sono delle crepe insanabili.

Per quanto si possano elaborare rimarranno delle ferite aperte per il resto dei giorni.

A volte sanguineranno.

A volte faranno la crosta.

L’importante è prendersene cura.

Take me down to the river bend
Take me down to the fighting end
Wash the poison from off my skin
Show me how to be whole again

Fly me up on a silver wing
Past the black where the sirens sing
Warm me up in a nova’s glow
And drop me down to the dream below

‘Cause I’m only a crack in this castle of glass
Hardly anything there for you to see
For you to seeBring me home in a blinding dream
Through the secrets that I have seen
Wash the sorrow from off my skin
Show me how to be whole again

‘Cause I’m only a crack in this castle of glass
Hardly anything there for you to see
For you to see

‘Cause I’m only a crack in this castle of glass
Hardly anything else I need to be

‘Cause I’m only a crack in this castle of glass
Hardly anything there for you to see
For you to see
For you to see

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