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Miracolo

24 Giu

Ti sento
Da dentro
Ti vedo
Da fuori
Pulsioni di vita nascente

Hanami, Sakura, Yohiro: samurai coraggiosi che sperano nella rinascita

20 Dic

In un’altra vita doveva essere stata un gatto perché le piaceva arrampicarsi, su su fino alla cima per provare l’ebbrezza dell’altitudine. Poteva guardare il mondo procedere con tutte le sue imperfezioni, che dall’alto sembravano disegnare delle trame meravigliose.

Nel tempo, però, aveva trovato un albero che era diventato il suo rifugio sicuro.

Era un maestoso ciliegio cresciuto lì su quella collina che dominava la città. Quando era nel pieno della sua fioritura poteva inebriarsi del profumo dei suoi fiori e incantarsi a guardare i suoi delicati colori, che le trasmettevano un senso di pace e benessere.

Saliva tra i suoi rami tutte le volte che aveva bisogno di riflettere e rigenerarsi.

“Non si parla mai abbastanza di magia”, pensò quel giorno.

Crediamo di poterci spiegare tutto, abbiamo codificato le leggi della natura ed eviscerato ogni sua singola particella ma l’unico nome che sappiamo dare alla vita è: miracolo.

Come l’acqua che sale al cielo, vincendo l’invisibile ma greve forza di gravità, solo per spogliarsi lungo il percorso e ricadere mondata dalle impurità.

Come il tempo, lento e inesorabile, testuggine dall’indistruttibile carapace composto da sogni e  ambizioni.

Magia è parte di tutto ciò che ci circonda, come una madre che abbraccia il proprio figlio cantandogli una filastrocca che lo faccia sentire sicuro.

Così quel giorno rimase lì, in contemplazione e riflessione.

Avrebbe voluto avere una bacchetta magica per donare a tutti il coraggio di affrontare la vita, il rispetto per sé stessi e per gli altri e la serenità di accettare e accettarsi.

Dovette limitarsi ad aprire le braccia al cielo, ammirare lo spettacolo della creazione e riempire i suoi polmoni di energia vitale che invase ogni singola cellula del suo corpo.

Anche questo post è frutto dell’unione di due teste e quattro mani.

Grazie a Il Pensator Cortese per aver risposto positivamente a questa contaminazione.

Di questi tempi

6 Mar

Lavatevi le mani
ma andate scalzi
e baciate la terra ferita.
Starnutite pure nel gomito
ma leccate le lacrime di chi piange.
Non viaggiate a vanvera
ora è tempo di stare fermi
nel mondo
per muoversi in noi stessi
dentro gli spazi sottili
del sacro e l’umano.
Indossate pure le mascherine
ma fatene la cattedrale del vostro respiro,
del respiro del cosmo.
Ascoltate pure il telegiornale
che finalmente parla di noi
e del più grande miracolo
mai capitato:
siamo vivi
e non ci rallegra morire.
Per ogni nuovo contagio
accarezza un cane
pianta un fiore
raccogli una cicca da terra,
chiama un amico che ti manca
narra una fiaba a un bambino.
Ora che tutti contano i morti
tu conta i vivi,
e vivi per contare,
concedi solo l’ultimo istante
alla morte
ma fino ad allora
vivi all’infinito,
consacrati all’eterno. – ANDREA MELIS

Comunicazione politica

6 Apr

Ero tutta intenta a scrivere il mio commento in una discussione quando vengo distratta da questa immagine!

La Moratti che fa campagna elettorale su Linkedin, il più famoso social network per professionisti a livello internazionale.

Ne vogliamo parlare?

Vogliamo parlare dei suoi manifesti in giro per Milano in cui auto-celebra tutti i fantastici, eccezionali e miracolosi lavori che ha attuato per il miglioramento della qualità di vita dei cittadini residenti e domiciliati a Milano durante il suo mandato?

Apple: Emotional Brand

24 Feb

Triste me! Se penso che un giorno (che sembra sempre più vicino!) l’amato Steve Jobs, col suo jeans e il suo lupetto nero, non salirà più sul palco per presentarci il suo ultimo gioiello, l’ultimo gioiello di casa Apple, mi in-cup-isco (in-Cupertin-isco :-D) un po’.

Sei pazza! – esclamerete.

Perché? – vi chiederete.

Un perfetto sconosciuto, volto di un’azienda che non è la tua: Per che cosa/chi ti intristisci?

Beh, non so se avete sentito parlare di Emotional Brand, Apple ne è l’esempio più rappresentativo. Non credo di esagerare se mi viene da esclamare: “L’unico contemporaneo emotional brand!”.

Nessun’altra azienda è riuscita a creare un senso d’appartenenza così forte come Apple. Senso di appartenenza che ha fatto nascere anche la Apple-tribù (lontanamente scopiazzata dalla TIM!). Un vero e proprio lifestyle brand. Ha una forza talmente potente che non penso di ripetermi nell’esagerazione se prendo in prestito le parole di Marc Gobé: “Without the brand, Apple would be dead”.

Anzi, forse, dovremmo dire: “Without Steve Jobs, Apple would be dead”?!

Si, perché Steve Jobs ha dato un volto umano a un brand. Negli anni ha costruito un legame fortissimo con i clienti Apple mettendosi sempre in prima linea, presentando sempre personalmente le novità, comunicando in modo trasparente col suo pubblico sia nel bene sia nel male, condividendo gioie e dolori. Mettendoci sempre la sua faccia, per dirla grossolanamente. Facendoci sentire tutti parte di una grande famiglia.

Se oggi m’intristisco pensando al suo stato di salute, è per tutti questi motivi!

E poi mi chiedo:

Chi lo sostituirà?

Quanto sarà duro il colpo della perdita di Jobs per casa Apple?

Riusciranno a trovare un valido erede?

Perché non hanno inziato sin da quando Jobs ha iniziato ad accusare problemi di salute ad affiancargli qualcuno che iniziasse a entrare nel nostro immaginario?

Per tutte queste domande, e soprattutto per l’ultima, mi verrebbe da muovere una critica a questo colosso tecnologico e mi vien da pensare che ne potrebbero pagare le conseguenze in un futuro prossimo. Poi penso che potranno anche speculare sul trapasso dell’amato Jobs e tirar fuori dal cappello qualche coniglio mai visto. Si, sicuramente faranno così!

Per ora, posso solo augurare una miracolosa guarigione al volto che ha fatto la storia di un brand inimitabile. Good luck, Steve Jobs!

Basta un’ottima comunicazione?

5 Mag

In questi giorni sono stata illuminata dalla lampadina di Archimede: le grandi aziende, le multinazionali non sarebbero ai vertici dei loro mercati di riferimento se non avessero i Professionisti della Comunicazione e del Marketing che hanno.

Grazie ai messaggi e alle campagne promozionali che questi Professionisti riescono a elaborare hanno raggiunto le vette.

Conoscitori dei pregi e difetti, dei punti di forza e di debolezza, dei bisogni espressi e (soprattutto) latenti dell’essere umano, sanno indurre all’acquisto milioni di persone; oggi e domani, nonostante tutto. Sanno creare nell’uomo quell’aspettativa e quel desiderio che lo spingono, alla fine della fiera, a farsi fregare.

Prendiamo Conto Arancio (non è un esempio a caso, ma fatto vissuto in prima persona) ritornato sulla scena in modo prorompente, accattivante e seducente con la nuova pubblicità che sta impazzando in tv e per le città. Bene, mi son fatta abbindolare e ho ceduto all’apertura di questo miracoloso e insostituibile conto arancio. Per ridurre i tempi (mia illusione!) ho consegnato brevi manu tutta la documentazione. Povera me, ancora prima di aprirlo una serie di problematiche: continuavano a mandarmi sms per contattarli (non dovrebbero essere loro a contattare i clienti!?!?!?) e, ovviamente, l’uno non sapeva che l’altro mi aveva già parlato 5 minuti prima e non si sapeva dove cavolo fossero finiti i documenti consegnati in sede; inoltre mi chiedevano ulteriori documenti che chi mi accolse non mi aveva richiesto. Naturalmente ho chiesto subito la chiusura prima ancora dell’apertura!

Può reggere una valida comunicazione se non è seguita e supportata da un operativo competente, organizzato, che lavori con professionalità e omogeneità?

Quanto?

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