Archivio | 09:51

Una giornata al bosco

3 Giu

Ognuno ha il proprio modo di rigenerarsi e ricaricarsi.

Dorotea ama stare all’aria aperta, assorbire raggi solari ed entrare in simbiosi con la natura.

Come?

Andando a camminare per i boschi, per esempio.

La giornata si prestava benissimo: sole splendente e cielo azzurro, che non sembrava neanche un giorno di autunno.

“Ehi Dorotea, che si fa? Ti andrebbe questo percorso? Io non l’ho mai fatto ma deve essere bello.”

“Ma sì, certo. In qualche modo si farà.”

La vena avventurosa di Dorotea aveva iniziato a pompare piena di grinta.

Tuta, scarpe… “Eh, sì, devo decidermi a comprare le scarpe da trekking. Speriamo che, dopo 4 ore di camminata con queste scarpe, i piedi non mi abbandonino.” si disse tra sé e sé.

“Ti passo a prendere verso le 11, ok?”

“Ottimo. Ti aspetto sotto casa.”

Dorotea andò giù e trovò il suo papino acquisito, la sua nonnina acquisita e un paio di persone che si scambiarono durante la sua breve attesa.

“Allora, dove scappi stamattina?” le chiese il papino acquisito, ribattezzato Nonno Lori.

“Eh! Vado a perdermi nei boschi.”

“Dove vai?” le domandò stupefatto.

“Vado a fare l’esploratrice. Mi stanno venendo a prendere…” e mentre pronunciava quelle parole arrivò Camilla, la sua amica.

Mentre la macchina si accostava, Nonno Lori con sguardo sospetto si abbassò per vedere chi fosse seduto al volante.

“È una donna.” gli disse Dorotea. “Va bene?” aggiunse ridendo.

“Ok, ok.” rispose Nonno Lori.

E si misero tutti a ridere.

E mentre Dorotea entrava in macchina disse al suo papino acquisito: “Tenga il cellulare a portata di mano che se ci perdiamo le mando un SOS.” e gli fece l’occhiolino.

Camilla mise in moto e partirono per l’avventura.

Arrivarono nel punto in cui andava lasciata la macchina e iniziarono la loro camminata.

Dopo i primi metri Camilla indicò a Dorotea una bottega: “Lì fanno panini farciti con affettati e formaggi di qualità. È famosa, la conosci?”

“No, non ne ho mai sentito parlare.”

Era proprio una di quelle botteghe di una volta: un concentrato di bontà in pochi metri quadrati.

In genere all’interno trovavi una signora di età avanzata – la nonnina di tutti – pronta a servirti.

Anzi, le fece tornare alla mente la giovane Dorotea, nella sua terra natia, che andava dalla sua bottegaia di fiducia per fare la merenda col solito panino a spirale farcito con sgombro e l’unica, inimitabile e gustosissima giardiniera che l’anziana proprietaria preparava con molta cura con le sue sapienti e amorevoli mani.

“Sai che ti dico? Al ritorno mi sa che facciamo pit-stop qui!” disse a Camilla mentre si accarezzava la pancia.

Camilla aveva il percorso sotto mano che prevedeva il passaggio su dei binari abbandonati e delle gallerie, molto famoso tra gli escursionisti.

Come ogni strada che si possa percorrere concretamente o in senso spirituale, si arriva sempre a un bivio: da che parte andare?

“MI DIRESTI, PER FAVORE, DA CHE PARTE DOVREI ANDARE DA QUI?”, CHIEDE ALICE.
“DIPENDE MOLTO DA DOVE VUOI ARRIVARE”, DICE IL GATTO.
“NON MI INTERESSA MOLTO DOVE”, DICE ALICE.
“ALLORA NON IMPORTA IN CHE DIREZIONE VAI”, DICE IL GATTO

Un po’ smarrite come Alice, scelsero una direzione e, ovviamente, fu quella sbagliata, perché dopo 5 ore di camminata neanche una piccolissima traccia di binari e gallerie.

Poco male, erano di nuovo davanti alla bottega e due fette di pane fresco con affettati locali tagliati a mano furono il completamento di una giornata prelibata a tutto tondo.

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