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FIUMI DI… COUPON PER TUTTI!!!

12 gen

Mi ritrovo a leggere un articolo d’oltreoceano e mi chiedo: “Come ho fatto a non pensarci prima, io che sono contraria alle strategie (lotte) di prezzo?!”

L’analisi attenta e realistica dell’autrice è perfettamente rapportabile all’andamento dei nostri mercati, al comportamento della maggior parte delle aziende: sommergerci di sconti, coupon, promozioni che, lei stessa azzarda, si sono trasformati in una droga sia per le aziende sia per i clienti. E la droga, si sa, uccide!

Proprio ieri, passeggiando per le vie di Milano, mi sono stupita vedendo che addirittura anche le farmacie stiano intraprendendo la politica degli sconti, sui  medicinali!! Altro che liquidità baumaniana!

Visto che tutti abbocchiamo all’amo, mi vien da pensare che ancora non abbiamo realizzato quanto ha esposto chiaramente Laura Ries. Lei si sofferma, soprattutto, sui danni che la politica aziendale di prezzo può provocare sul brand; in particolare, critica la multinazionale Groupon (anche in Italia si sta facendo strada) che avrebbe e starebbe innescando e diffondendo tale convinzione. Io ritengo che questa analisi dovrebbe illuminarci anche in quanto clienti e portarci a rivedere il nostro “comportamento d’acquisto”.

Domanda per il consumatore: “Dietro a tutte queste promozioni si nasconderanno “prezzi pieni” elevati?”

Domanda per il responsabile aziendale: “Starai rischiando di intaccare l’immagine del tuo brand?”

PHARMA 1.0, 2.0 E 3.0

29 lug

Chi pensasse che solo il web potesse essere 1.0, 2.0 e 3.0, beh, deve rivedere la propria credenza.

In quest’epoca digitale, sempre più tecnologica e interattiva, ogni sfera umana e ogni settore economico non potranno sottrarsi all’adeguamento web-based.

Ultimamente mi sono addentrata nello sconosciuto {se non come paziente} mondo medico-farmaceutico per sviluppare un piano di comunicazione per un’azienda farmaceutica. Il primo approccio è stato difficoltoso perché non circolano molte informazioni relativamente al rapporto fra professionisti della comunicazione e aziende farmaceutiche; si fatica a trovare case history, esperti che si raccontano e studi del settore. Ho dovuto provare tutte le combinazioni possibili di keyword e inventarmi le meno scontate per iniziare a raccogliere dati di rilievo, imbattermi in ricerche importanti e scovare qualcuno che si occupi dell’ambito con grinta, professionalità e competenza.

In effetti, le mie difficoltà sono fondate perché il mondo farmaceutico è ancora inesplorato, tranne qualche raro esploratore. Finora è stato un pianeta di poco interesse ma, da quando alcuni astronauti hanno iniziato a trovarci segni di vita, l’attenzione sta crescendo. D’altronde è impensabile che nell’era dell’esplosione della comunicazione e del digitale una qualsiasi azienda possa prescindere da questi due elementi cardine.

Nel caso delle aziende farmaceutiche, un’importante ricerca mondiale condotta dalla Ernst&Young ne traccia l’evoluzione:

- dalla concezione tradizionale product oriented 1.0 (sistema verticale, grandi volumi ed elevati profitti);

- alla fase market oriented 2.0 (diversificazione dell’offerta, decentramento strutturale e migliore gestione del ROI);

- a quella in atto di definizione consumer/patient e web oriented 3.0 (elevata attenzione al “superconsumatore”/paziente, considerazione dell’aspetto comunicativo e utilizzo degli strumenti del web).

Certo, l’Italia è sempre in coda in questi adeguamenti evolutivi.

MARKETING E COMUNICAZIONE MEDICO-FARMACEUTICI

1 lug

Esistono strumenti, tecniche, strategie ad hoc per curare l’immagine, le relazioni, i prodotti e le promozioni di un’azienda farmaceutica?
Ci sono dei mezzi più appropriati di altri?

Basta un’ottima comunicazione?

5 mag

In questi giorni sono stata illuminata dalla lampadina di Archimede: le grandi aziende, le multinazionali non sarebbero ai vertici dei loro mercati di riferimento se non avessero i Professionisti della Comunicazione e del Marketing che hanno.

Grazie ai messaggi e alle campagne promozionali che questi Professionisti riescono a elaborare hanno raggiunto le vette.

Conoscitori dei pregi e difetti, dei punti di forza e di debolezza, dei bisogni espressi e (soprattutto) latenti dell’essere umano, sanno indurre all’acquisto milioni di persone; oggi e domani, nonostante tutto. Sanno creare nell’uomo quell’aspettativa e quel desiderio che lo spingono, alla fine della fiera, a farsi fregare.

Prendiamo Conto Arancio (non è un esempio a caso, ma fatto vissuto in prima persona) ritornato sulla scena in modo prorompente, accattivante e seducente con la nuova pubblicità che sta impazzando in tv e per le città. Bene, mi son fatta abbindolare e ho ceduto all’apertura di questo miracoloso e insostituibile conto arancio. Per ridurre i tempi (mia illusione!) ho consegnato brevi manu tutta la documentazione. Povera me, ancora prima di aprirlo una serie di problematiche: continuavano a mandarmi sms per contattarli (non dovrebbero essere loro a contattare i clienti!?!?!?) e, ovviamente, l’uno non sapeva che l’altro mi aveva già parlato 5 minuti prima e non si sapeva dove cavolo fossero finiti i documenti consegnati in sede; inoltre mi chiedevano ulteriori documenti che chi mi accolse non mi aveva richiesto. Naturalmente ho chiesto subito la chiusura prima ancora dell’apertura!

Può reggere una valida comunicazione se non è seguita e supportata da un operativo competente, organizzato, che lavori con professionalità e omogeneità?

Quanto?

Internet, premio nobel per la pace!

19 nov

Science for peaceNavigo in acque virtuali quando mi imbatto in questa notizia: Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, vuole proporre la candidatura di internet al premio nobel per la pace 2010.

Alter ego: “Internet… chi?”

Io: “Dai, starai scherzando! Non sai chi è internet? Quel tipo dai mille volti e i mille colori! Un po’ meccanico nelle sue relazioni; a volte ingestibile, ribelle. Sempre a disposizione di tutti, nel bene e nel male. Ora hai capito?”

Alter ego: “Scusa, eh, ma non ne sono sicura. Internet, cioè il computer? Una scatoletta di chip, microchip, schede grafiche, schede video… Non scherzare! Non è possibile! Non è un essere umano!”

Io: “Proprio lui. Un signore vuole proporne la candidatura. Dice che sia un’arma di costruzione di massa e per questo va riconosciuto e premiato.”

Alter ego: “Un’arma??? Vuole proporre la candidatura di un essere inanimato definito arma? Ma l’arma ha un’accezione negativa nell’immaginario, nel vocabolario collettivo; e la candidiamo al premio nobel per la pace? Con le armi si uccide!”

Io: “Non so che dirti! Hai ragione. Magari pensano che siano elementi trascurabili se ci si concentra sul fatto che internet è utilizzato da miliardi di esseri umani per comunicare, collaborare, condividere, costruire, progettare. Credo sia l’unica spiegazione valida e condivisibile. Comunque è proprio quello che vogliono fare. E, a quanto pare, ne parleranno in occasione del progetto Science for peace, nato su iniziativa del dott. Veronesi. Un evento di portata mondiale che vedrà la partecipazione di premi nobel in carne e ossa e di personalità di spicco dei più svariati settori. Un appuntamento molto importante e interessante!”

Alter ego: “Boh! Allora non ci resta che fare un sopralluogo e approfondire l’argomento.”

Io: “Credo proprio di si!”

(frammento di dialogo col mio alter ego)

Comunicazione olfattiva

16 nov

Sotto i riflettori dei professionisti della comunicazione e del marketing stavolta ci sarà il nostro naso: organo evocatore di ricordi, di emozioni, di sensazioni profonde provocate dal respiro di un odore piuttosto che di un altro. Non ci si poteva far scappare la possibilità di legare un prodotto, una marca, un servizio a una percezione olfattiva. Così qualcuno ha pensato bene di prendere la nostra preziosa aria, darle una fragranza e metterla in vendita. Proprio così: l’aria veicolo di comunicazione! Quando si dice che non c’è cosa al mondo che l’uomo non riesca a commercializzare! (Forse manca solo la felicità…)

Certo, è un bene talmente prezioso che la si paga cara, quindi non so se e quando la vedremo penetrare il mercato sotto questa nuova veste. Sicuramente potrebbe essere uno strumento in più a disposizione dei “persuasori occulti” per entrare nelle nostre menti, nel bene o nel male, e riuscire a evocare ricordi legati a questo o quel prodotto, a questa o quella marca, ecc. L’olfatto è il senso per eccellenza nel lasciare tracce di qualcosa/qualcuno nella nostra memoria perché risiede e agisce nel nostro sistema limbico.

In questa avventura, però, la comunicazione olfattiva non viaggerebbe sola ma rafforzata dall’azione della comunicazione visiva: un bigliettino da visita, un pannello pubblicitario, un espositore racchiudono in loro quest’aria profumata. Quindi potrebbe succedere che: una torrefazione diffonderà aria al caffè; una cioccolateria aria al cacao; un’azienda agricola produttrice di limoni e arance aria agli agrumi; e via dicendo. Ecco che “l’occhio vede quel che il naso odora”! :-D

Però mi chiedo: “Varrà la regola: chi prima arriva meglio alloggia?”. Nel senso che sono in tanti a produrre cioccolato, caffè, e così via e le fragranze sono ben precise, quindi chi arriverà prima a sfruttare la comunicazione olfattiva avrà il monopolio? Chi arriverà per primo sarà sempre chi ha il portafoglio più pieno, perciò le solite multinazionali? Continueranno a martellare nelle nostre menti e a dominare il mercato? Si creerà caos cognitivo e percettivo?

Sarà interessante scoprire cosa succederà, se qualcosa succederà.

Word of mouth 2

17 lug

Neanche a volerlo fare apposta, oggi mi collego al sito della Ferpi per aggiornarmi sulle ultime novità e, Toh!, cosa trovo?? Un articolo sulla nascita della prima associazione italiana di professionisti del Word of Mouth Marketing (Wommi)! :-)

Che altro aggiungere? Semplicemente che il passaparola è vecchio quanto l’uomo e con questi si è evoluto: se anticamente veniva usato per tramandare usi, costumi, storie e credenze popolari, oggi può essere utilizzato anche in ambito professionale e per la sua diffusione si hanno a disposizione molti più canali oltre a quello orale.

Credo molto nelle potenzialità di questo “strumento” semplice e naturale a disposizione dell’uomo.

Se ci credi anche tu, fai come me: Virtuos@Mente, Passaparola! ;-)

OmniCom Expo

19 mag
Nuova fiera di Roma, 12-14 maggio 2009. Finalmente si avvia un evento interamente dedicato al mondo della comunicazione, ai suoi attori, alle sue discipline e loro applicazione: OmniCom Expo. Stand, convegni, seminari. Ospiti di un certo spessore professionale. Patrocinio scientifico della Facoltà di Scienze della Comunicazione, Università degli studi di Roma “la Sapienza”.
 
Alcuni giorni prima smanetto in internet alla ricerca di novità relative alle RP, alla comunicazione, al marketing ed ecco saltar fuori l’OmniCom Expo.
Inizio a navigare fra le pagine web dedicate all’evento per capire meglio in cosa consistesse, come si sviluppasse e che cosa offrisse. Mi vien voglia di potervi partecipare ma, lavorando a Milano, devo scegliere uno dei tre giorni. Mi colpisce il convegno “In principio erat verbum” e, da appassionata della parola e del suo universo, scelgo il 13 maggio. Vedo che fra i relatori ci sarà il prof. Morcellini (non credo ci sia bisogno di aggiungere altro) e che, per l’appunto, l’evento è patrocinato da “la Sapienza – Facoltà di Scienze della comunicazione”. Solo queste due informazioni sono servite per accrescere la mia curiosità e la voglia di poter dire:  ”Ci sono stata!”. Certo, mi sarei aspettata di ritrovare anche il contributo della Ferpi: vuoto incomprensibile (almeno per me).
Mercoledì 13 maggio, ore 7.30. Euforica e piena di alte aspettative mi accomodo nel treno che mi porterà a Roma. Ho solo un po’ di dispiaciuta consapevolezza dovuta al fatto che non riuscirò a seguire tutti i convegni e seminari di mio interesse in quanto alcuni coincidono nell’orario. Così si formano in me i primi interrogativi: “Come mai hanno organizzato tutti questi convegni e seminari facendone coincidere gli orari? Non hanno pensato che qualcuno potrebbe essere interessato a seguirne più di uno?”. E’ ancora troppo presto per perdermi in riflessioni più o meno profonde.
 
Finalmente arrivo a destinazione e la prima cosa che mi colpisce è il “deserto” intorno a me. Dove stanno tutti i visitatori? Siamo davvero in pochi!
Proseguo alla ricerca delle sale dove si svolgono i convegni. Mi perdo nei meandri del nuovo e mega polo fieristico romano, ma fortunatamente insieme con altri lost riesco a trovare la strada giusta (dove stanno le indicazioni?!).
 
Riesco a seguire il primo convegno: Comunicazione via internet: l’altra metà dei “mezzi” – Le opportunità della comunicazione in rete e la relazione con il marketing mix, promosso da IAB. Facile dedurre che si è parlato dell’importanza e del ruolo strategico che sta ricoprendo internet nelle aziende, senza mai abbandonare tutti gli altri strumenti; anzi, integrandolo con questi. Costi quasi azzerati; target molto vasti; integrazione di audio, video, immagini, testo; comunicazione bidirezionale. Sicuramente un tesoro inestimabile, una miniera d’oro ma anche un’arma a doppio taglio, un’anguilla che ti scivola tra le mani. Termina il convegno fra gli inni di gloria di Salvatore Ippolito, Sales Director di Microsoft Digital Advertising Solutions Italia e Consigliere IAB, relativi alle scelte vincenti sia di utilizzare il tema del “game” nelle campagne realizzate dalla Microsoft e sia di ricorrere ai canali di Msn, Windows Live, Xbox.com e Office OnLine (facile giocare in casa!) per raggiungere innumerevoli utenti.
 
In attesa di poter seguire il convegno “In principio erat verbum”, faccio un giro fra gli stand.
Stand incustoditi, numero di visitatori davvero esiguo.
Avendo visitato Grafitalia e Visual Communication, una valanga di domande mi invade:
“Perché così poca affluenza?”
“Il primo evento sui servizi globali per la comunicazione non dovrebbe esplodere di visitatori?”
“Solo il patrocinio di Scienze della comunicazione de “La Sapienza” non avrebbe dovuto garantire un’elevata presenza di pubblico giovanile?”
Insomma, un evento sulla comunicazione che non è riuscito a promuoversi adeguatamente. Ne ho avuto conferma dal solo fatto che studenti di scienze della comunicazione di Roma non ne conoscessero l’esistenza!
 
Oggi si fatica tanto per convincere le aziende, soprattutto medio-piccole, che spendere tempo ed energie nel campo della comunicazione è fondamentale; poi ci si ritrova davanti al paradosso di una comunicazione inefficace e inefficiente per un importante evento sulla comunicazione a 360°.
L’unica spiegazione plausubile che mi son voluta dare per essere ottimista e costruttiva è scaturita dalla “verginità” dell’evento.
Mi auguro fortemente, quindi, che questo sia stato il trampolino di lancio per un evento che si possa consolidare nel tempo, perché sicuramente indispensabile in un mondo moderno e/o postmoderno totalmente permeato dalla comunicazione. Perché, nel nostro Paese, tale settore necessita di un evento del genere e, soprattutto, perché si possa creare una rete di relazioni (anche questa, oggi, assolutamente imprenscindibile) proficua e duratura.
 
Finalmente è arrivata l’ora del convegno “In principio erat verbum”…  
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