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Internet, premio nobel per la pace!

19 nov

Science for peaceNavigo in acque virtuali quando mi imbatto in questa notizia: Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, vuole proporre la candidatura di internet al premio nobel per la pace 2010.

Alter ego: “Internet… chi?”

Io: “Dai, starai scherzando! Non sai chi è internet? Quel tipo dai mille volti e i mille colori! Un po’ meccanico nelle sue relazioni; a volte ingestibile, ribelle. Sempre a disposizione di tutti, nel bene e nel male. Ora hai capito?”

Alter ego: “Scusa, eh, ma non ne sono sicura. Internet, cioè il computer? Una scatoletta di chip, microchip, schede grafiche, schede video… Non scherzare! Non è possibile! Non è un essere umano!”

Io: “Proprio lui. Un signore vuole proporne la candidatura. Dice che sia un’arma di costruzione di massa e per questo va riconosciuto e premiato.”

Alter ego: “Un’arma??? Vuole proporre la candidatura di un essere inanimato definito arma? Ma l’arma ha un’accezione negativa nell’immaginario, nel vocabolario collettivo; e la candidiamo al premio nobel per la pace? Con le armi si uccide!”

Io: “Non so che dirti! Hai ragione. Magari pensano che siano elementi trascurabili se ci si concentra sul fatto che internet è utilizzato da miliardi di esseri umani per comunicare, collaborare, condividere, costruire, progettare. Credo sia l’unica spiegazione valida e condivisibile. Comunque è proprio quello che vogliono fare. E, a quanto pare, ne parleranno in occasione del progetto Science for peace, nato su iniziativa del dott. Veronesi. Un evento di portata mondiale che vedrà la partecipazione di premi nobel in carne e ossa e di personalità di spicco dei più svariati settori. Un appuntamento molto importante e interessante!”

Alter ego: “Boh! Allora non ci resta che fare un sopralluogo e approfondire l’argomento.”

Io: “Credo proprio di si!”

(frammento di dialogo col mio alter ego)

Autocertificazione

9 giu
autocertificazioneFra una pratica e l’altra, Toh!, in chi mi imbatto: nell’autocertificazione. Purtroppo non è un personaggio dei cartoni animati, dei fumetti o delle fiabe.
E’ un argomento sul quale si è molto discusso ed è considerato una grande conquista per i cittadini italiani.
In effetti ha i suoi notevoli vantaggi, ma ovviamente anche i suoi grandi limiti.
Sembra che fra molti soggetti, la PA sia quello obbligato ad accettare l’autocertificazione in sostituzione a tutta una serie di documenti contenuta dettagliatamente nelle norme di riferimento.
E gli altri soggetti?
Prendi, per esempio, una banca, una finanziaria, un ente privato.
Sembrerebbe che questi siano liberi di accettare o non accettare; cosa che ritengo davvero ridicola e intralciante.
La legge dovrebbe prevedere, anche rispetto a questi soggetti, tutta una serie di documenti che un individuo potrebbe sostituire con un’autocertificazione e il soggetto richiedente dovrebbe essere obbligato ad accettare.
Ovviamente i controlli del caso vanno sempre effettuati ma, se veramente si vuole snellire la burocrazia italiana, sarebbe bene iniziare a rivedere l’autocertificazione e aggiornarla alle necessità odierne.
E l’autocertificazione è solo uno dei tanti argomenti che la legislazione italiana dovrebbe riprendere e modernizzare affinché le norme regolanti gli stessi rispecchino i bisogni di una società moderna e non quelli delle società preistoriche!
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